La Collection Courtauld: le parti de l’impressionnisme, Fondation Louis Vuitton, Paris, sino al 27 giugno 2019

Samuel Courtauld è stato un collezionista atipico per i suoi tempi, e per i nostri. Perché non era un commilitante degli artisti ma neppure uno speculatore o un cacciatore di status symbol, [continua]

Antoni Tàpies. Biografia política, Fundació Antoni Tàpies, Barcelona, sino al 17 febbraio 2019

Nel 1966 Tàpies inizia a scrivere le sue memorie, e nel 1977 pubblica Memòria personal. Fragment per a una autobiografia. Francisco Franco è morto da due anni e la data segna uno spartiacque nella vita della Spagna tutta. [continua]

Come in Italia: un teatrino cinico solo per la tivù, in “Il Giornale dell’Arte”, 393, Torino, gennaio 2019

Il presidente francese Macron annuncia urbi et orbi che ha deciso di restituire al Bénin, vecchia colonia francese quando si chiamava Dahomey, ventisei opere conservate al Musée de Quay Branly, e le reazioni sono d’ogni genere. [continua]

Foujita. Œuvres d’une vie (1886-1968), Maison de la Culture du Japon, Paris, sino al 16 marzo 2019

Foujita arriva a Parigi nel 1913 ed entra subito nella Montparnasse mitologica di Modigliani, Soutine, Chagall, Léger, Brancusi, ma soprattutto delle donne fascinose e inquiete: l’immancabile Kiki de Montparnasse, Fernande Barrey, Lucie Badoud detta Youki, Madeleine Lequeux, tra le molte altre. [continua]

Robots, National Museum of Scotland, Edinburgh, sino al 5 maggio 2019

Non è che occorra risalire sino al mito di Efesto, il quale realizza per Zeus Talos, il gigante bronzeo semovente posto a Creta a guardia di Europa, oppure a Ctesibio, autore della statua “vivente” di Nysa, [continua]

Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini, Musei San Domenico, Forlì, sino al 16 giugno 2019

Si inizia da Hayez, secondo Mazzini “l’artista più inoltrato nel sentimento dell’Ideale”, e si giunge a “quel misterioso divisionismo dei colori” che fa di Segantini una delle rare figure di statura autenticamente internazionale. [continua]

Fernand Khnopff (1858-1921). Le maître de l’énigme, Petit Palais, Paris, sino al 17 marzo 2019

Personaggio ispido e complesso, Khnopff è stato, più ancora che un pittore, un analista sottile del milieu artistico e delle sue evoluzioni, ben lontano dall’idea allora in voga di femme fatale alla quale pure si tende ad associarlo. [continua]

Other Lights, in “Fragile”, 3, Milano, 2018

Quando Georges Claude presenta a Parigi nel dicembre 1910 i suoi primi tubi al neon, Pablo Picasso sta tenendo una grande e ancora scandalosa mostra personale da Ambroise Vollard. [continua]

Io sono una poesia. Parole sui muri e le arti negli anni Sessanta tra Modena e Reggio Emilia, Musei Civici, Modena, sino al 5 maggio 2019

Non è un “come eravamo”, ma la ricapitolazione dei semi che in quel decennio si sparsero a piene mani e che poi variamente hanno fruttificato, nonostante il progressivo inaridirsi del terreno su cui erano attecchiti. [continua]

Alessandro Guerriero, in “Fragile”, 3, Milano, 2018

Alessandro Guerriero irrompe sulla scena creativa nel 1975 quando apre, con alcuni compagni di strada, Alchymia, che subito modifica il nome in Alchimia. All’inizio non si capisce bene cos’è, ma è ben chiaro ciò che, nel panorama algido del design milanese, non vuole essere. [continua]

Il tempo e lo spazio di Francesco Leonetti, Fondazione Mudima, Milano, sino al 31 gennaio 2019

Leonetti è stato un intellettuale complicato. Complicato perché non era un clericus, perché si contaminava in molti modi e in molti mondi, perché non costruiva con astuzia e pazienza la propria immagine ma interrogava se stesso e il mondo anteponendo la curiosità, la sperimentazione, un engagement antiretorico, a ogni senso d’opportunità e di statuto professionale. [continua]

Statuaria neoeroica, in “Il Giornale dell’Arte”, 392, Torino, dicembre 2018

E chi glielo doveva dire, a Policleto e a Mirone, che tutti questi secoli dopo saremmo stati ancora qui a erigere statue agli atleti vittoriosi? [continua]