La macchina sparaenunciati, in “Il Giornale dell’Arte”, 382, Torino, gennaio 2018

A un certo punto abbiamo deciso che fare l’artista era una faccenda definitivamente intellettuale, che un enunciato scritto valeva tanto quanto un lavoro da vedere, e dunque tutti giù duri con gli statements. [continua]

Pastels du 16e au 21e siècle, Fondation de l’Hermitage, Lausanne, sino al 21 maggio 2018

Si comincia con gli albori della tecnica, segnatamente con Barocci, si passa all’età aurea di Carriera, Liotard, La Tour, Perronneau e si giunge ai fasti impressionisti, che trovano in questa materia polverosa e morbida un medium perfetto, [continua]

Alessandro Algardi. Aufĕro, Galleria Clivio, Milano, 15 marzo – 10 maggio 2018

Il grande poema, Racconto evanescente, Novellare. La vasta trilogia recente con cui Alessandro Algardi si presenta riporta all’essenza sovranamente, lucidamente ambigua del suo lavoro. [continua]

Mary Cassatt. Une impressionniste américaine à Paris, Musée Jacquemart-André, Paris, sino al 23 luglio 2018

Americana della Pennsylvania, Cassatt nasce in una famiglia abbiente e considera la frequentazione assidua dell’Europa una sorta di obbligo sociale. [continua]

Matteo Negri. Immersioni, forse sovversioni, in Greetings from Mars, MAC, Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (Silvana editoriale, Cinisello Balsamo), 3 marzo – 15 aprile 2018

Matteo Negri va costruendo da tempo, per vie felicemente non lineari, una sottrazione definitiva della pratica d’arte dalle sue componenti normative – cioè dall’apparato stratificato dei suoi troppi dover essere – [continua]

John Ruskin. Le pietre di Venezia, Palazzo Ducale, Venezia, sino al 10 giugno 2018

Ruskin inizia a pubblicare The Stones of Venice nel 1851, lo stesso anno della grande esposizione universale di Londra, come per una coincidenza programmatica e potentemente simmetrica. [continua]

Natale Zoppis. Il rumore del tempo, Weber & Weber, Torino, sino al 12 maggio 2018

Natale Zoppis è un fotografo appartato e rimuginante, che assai poco concede alle godurie visive che pure l’immagine meccanica consente e titilla sempre più. [continua]

Watelet, Grace, in Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, 7, 1757

Grace, (Beaux arts.) Le mot grace est d’un usage très-fréquent dans les arts. Il semble cependant qu’on a toûjours attribué au sens qu’il emporte avec lui quelque chose d’indécis, [continua]

Thomas Gainsborough. Die moderne Landschaft, Hamburger Kunsthalle, sino al 27 maggio 2018

Gainsborough è un frutto della St Martin’s Lane Academy di Hogarth, e tra i pittori del suo tempo il più consapevole delle possibilità, visive quanto poetiche, offerte dal paesaggismo di marca olandese. [continua]

Franco Fanelli, incisioni, Fondazione Federica Galli, Milano, sino al 23 marzo 2018

“Due righe sulla tecnica: prediligo l’imprevedibilità dell’acquaforte, le correzioni, gli scavi e i pentimenti a forza di raschietto e brunitoio. [continua]

Parcogiochizzazione? Marketing?, in “Il Giornale dell’Arte”, 381, Torino, dicembre 2017

Uno non riesce a non collegare certe cose. Sei lì che leggi da tutte le parti che si sta per inaugurare il Louvre Abu Dhabi, una faccenda che deve far molto riflettere sia chi è favorevole sia chi la consideri un segnale ulteriore della parcogiochizzazione progressiva del mondo dell’arte, [continua]

Ettore Colla, in “Civiltà delle macchine”, 4, 1957

Arpioni, tubi, cofane, tridenti, picconi, tenaglie, scaffalature, zappe, mannaie, cardini, serrature, bulloni, perforatrici, crogiuoli, rostri, argani, ruote, verghe, lamiere, eliche, forni, mollettoni, chiodi, paletti, mazze, falci, [continua]