Ursula Schulz-Dornburg, Städel, Frankfurt/Main, sino al 9 settembre 2018

Schulz-Dornburg è berlinese ma naturalmente, grande fotografa, vive a Düsseldorf, e nel corso di decenni ha lavorato su un concetto di confine profondo e suggestivo, divenuto nel titolo “The land in-between”. [continua]

Medieval Monsters: Terrors, Aliens, Wonders, Morgan Library, New York, sino al 23 settembre 2018

L’altro, diverso, alieno, che incute paura, e che sin dalle origini è presente nelle manifestazioni artistiche umane, prolifera largamente in età medievale, [continua]

Jean-Jacques Lebel, l’outrepasseur, Centre Pompidou, Paris, sino al 30 settembre 2018

Lebel è perfetta figura dell’ambito dada-surrealista nella sua stagione neoavanguardista, attiva tanto in campo letterario e poetico – è celebre, tra l’altro, la sua traduzione in francese degli autori della beat generation – quanto sullo scenario fastosamente mobile dell’arte dei ’50 e dei ’60. [continua]

Tomas Rajlich. Fifty years of painting, ABC Arte, Genova, 4 maggio – 4 luglio 2016

Tomáš Rajlich, praghese, classe 1940. Così l’artista si presenta, ancora sconosciuto, in Olanda nel 1969, esule quando ha avvio la ventennale invasione sovietica del suo paese. [continua]

Barbara Hepworth, in M. Shepherd, Barbara Hepworth, London, 1963

[…] I rarely make a maquette. They are essential when working for an architect or a commission; but I always find that a good maquette, in the sense of being accurate, is an unpleasing object; [continua]

Joconde etc., in “Il Giornale dell’Arte”, 386, Torino, maggio 2018

Sarebbe proprio il caso di chiederle se ci è o ci fa. Ma sta a Parigi a fare la ministra della cultura, Françoise Nyssen, a capo di una macchina con un budget da dieci miliardi di euro [continua]

Thomas Cole: Eden to Empire, National Gallery, London, sino al 7 ottobre 2018

Thomas Cole nasce, anche pittoricamente, inglese, anche se la sua fama è tutta americana, dal momento che è considerato il padre nobile della Hudson River School. [continua]

En couleurs. La sculpture polychrome en France 1850-1910, Orsay, Parigi, sino al 9 settembre 2018

Anche nel recupero della grande tradizione della scultura colorata la Parigi ottocentesca è all’avanguardia, soprattutto perché nel 1815 Quatremère de Quincy pubblica il suo Jupiter Olympien e gli studi sull’antico ripropongono in modo energico la questione. [continua]

Louis de Jaucourt, Peintre, in Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, 12, 1765

PEINTRE, s. m. (Peinture.) artiste qui sait représenter toutes sortes d’objets par le secours des couleurs & du pinceau. [continua]

Basilio Cascella. Simboli e loisirs, in “Fragile”, 1, Milano, 2018

Basilio Cascella, pescarese, cresce nella cultura di simbolo, di cui s’impregna mediandola con la sua tensione all’arte utile, al decorare, nell’eclettismo tutto italiano d’allora che ingloba e non progetta stili: non proprio l’art nouveau, ma ciò che da noi si preferisce dire liberty. [continua]

Il nuovo re di Francia, in “Il Giornale dell’Arte”, 385, Torino, aprile 2018

Dunque, le notizie fresche che provengono dalla Francia sono due, anzi tre. La prima è che il presidente Macron  invita a colazione alcuni direttori di museo – da noi, per inciso, quando mai s’è visto? – e si fa spiegare bene la questione del Met [continua]

Soulages. Una retrospettiva, Fondation Pierre Gianadda, Martigny, sino al 25 novembre 2018

Quasi centenario, Pierre Soulages è una figura vivida, ma assai atipica, del panorama del secondo dopoguerra. L’antologia di opere che ne possiede il Centre Pompidou e che costituisce il cuore di questa mostra [continua]