De Chirico. Magische Wirklichkeit, Hamburger Kunsthalle, sino al 25 aprile 2021

Prima che tutto si perdesse nel frullatore pop che tutto banalizza, era opportuna una rimessa a punto della prima stagione di De Chirico, quella che lo vede passare dalle suggestioni sapienziali di Arnold Böcklin alla rivelazione della pittura metafisica. [continua]

Andrea Salvatori. Intorno a Michelangelo, varie sedi, Genova, Savona e Albissola, sino al 4 aprile 2021

La mostra celebrativa di Michelangelo organizzata al Palazzo Ducale di Genova ha generato un’iniziativa intelligente e saporosa: [continua]

Rodin / Arp, Fondation Beyeler, Riehen/Basel, sino al 16 maggio 2021

Tra i numerosi accoppiamenti impertinenti che spesso le mostre ci propongono, questo “Rodin / Arp” è invece perfetto e cruciale, dal momento che, se si esce dal luogo comune di un Arp appiattito sulla sua nascita dada, tra i due artisti si assiste addirittura a una continuità concettuale e problematica ad alto grado. [continua]

Il primo nei neon, in “Il Giornale dell’arte”, 412, Torino, novembre 2020

E pensare che quando espose le sue prime opere con i neon colorati – era la fine dei ruggenti anni sessanta – sembravano una novità. [continua]

Forgioli, catalogo, Museo Butti, Viggiù, 16 giugno – 19 luglio 1984

Scontato, nel caso di Forgioli, richiamare in campo il naturalismo. Le ragioni congenite ci sono, bardate del solito armamentario di lucori lombardi, sensi terragni, cromosomi foppeschi, bisogni o nostalgie presunte di riconoscibilità, di figura. [continua]

Edward Falkener, Ephesus and the Temple of Diana, London, Day & Son, 1862

It is wonderful to consider, as we walk through this vast metropolis of the present day, that cities of antiquity as large as London have once existed and disappeared, leaving not a trace behind; [continua]

Almeno non mi hanno arrestato, in “Il Giornale dell’arte”, 412, Torino, novembre 2020

Almeno non mi hanno arrestato. Magra consolazione, visti i quasi cinque anni e mezzo di groppo continuo allo stomaco e la folla di seghe mentali con cui ho convissuto, e tutte le cose umilianti che ho affrontato nel mio lavoro: non scorderò mai l’espressione di una magistrata tosta che mi voleva incaricare di una consulenza importante – mi considerava uno studioso serio e autorevole, pensa un po’ – alla quale dovetti raccontare che ero sotto processo per associazione a delinquere. [continua]

Rajlich: “Noir Lumière”, in Tomas Rajlich: Black Paintings 1976-79, a cura di M. Robecchi, catalogo ABC Arte, Genova, ottobre 2020

Malevič, Reinhardt, forse il Rauschenberg dei Black paintings, 1951, il già eccentrico Rothko dei Black-Form paintings, 1964, e dintorni. [continua]

Kiefer e la «sindrome Pompidou» di Macron, “Il Giornale dell’Arte”, edizione online, 23 novembre 2020

Non per fare paragoni, ma in verità proprio per farli: tanto un annetto fa si storceva la bocca di fronte al mazzo di fiori ridondante e retoricamente vacuo di Jeff Koons piazzato dalle parti del Petit Palais, altrettanto oggi tocca dire, di fronte all’installazione di Anselm Kiefer e Pascal Dusapin al Pantheon parigino, “chapeau” senza se e senza ma. [continua]

Per la scoperta di una zona d’immagini, 9 dicembre 1956

Senza mito non si dà arte. L’opera d’arte trae la sua occasione da un impulso inconscio, origine e morte di un substrato collettivo, ma il fatto artistico sta nella consapevolezza del gesto; [continua]

Ieri è morto Filippo Gambari. Ci conoscevamo da una vita: nato un mese e mezzo dopo di me, ci eravamo addirittura incrociati senza ancora conoscerci – due scuole, una commissione d’esame – alla maturità. [continua]

Una cupola per ombrello, in “Il Giornale dell’Arte”, 411, Torino, ottobre 2020

Tra le cose bizzarre che potevano accadere in un giorno di questo strano agosto, c’è stata anche quella di trovarmi a Saronno, cittadina ridente non lontana da Milano, con un paio di ore libere da sfruttare. [continua]