Adriaen van Ostade: The Simple Life, Kunstmuseum Winterthur, sino all’8 novembre 2020

Nativo di Haarlem, di poco più giovane di Rembrandt, allievo di Frans Hals, quando debutta, nel 1632, decide di presidiare l’area iconograficamente più collaudata della muova arte olandese, [continua]

I più quotati, in “Il Giornale dell’Arte”, 408, Torino, maggio-giugno 2020

Mi diverte che una vicenda in cui si ragiona di chiavi intepretative sia raccontata da pressoché tutti sulla base di una chiave interpretativa preconfezionata e un bel po’ pirla. Dunque, la faccenda è questa. [continua]

Louis de Jaucourt, Laocoon, in Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, 9, 1751

LAOCOON le, (Sculpt. antiq.) c’est un des plus beaux morceaux de sculpture grecque que nous possédions; il est de la main de Polydore, d’Athenodore & d’Agesandre, trois excellens maîtres de Rhodes, qui le taillerent de concert d’un seul bloc de marbre. [continua]

La regione delle madri. I paesaggi di Osvaldo Licini, Centro Studi Osvaldo Licini, Monte Vidon Corrado, sino all’8 dicembre 2020

Dopo alcuni anni di relativo sonno, giunge infine un’ulteriore doverosa riflessione sull’anima della pittura di Licini, genio raro e anomalo del quale proprio perciò gli studi hanno vissuto il disagio di una collocazione (ah, le definizioni!) mai chiarita. [continua]

Maria Cristina Carlini. Geologie, memorie della terra, Studio Museo Francesco Messina, Milano, sino all’8 settembre 2020

Nel luogo deputato a celebrare l’opera di Messina, anima nobile della scultura novecentesca italiana, irrompe l’anomalia felice delle opere di Carlini. [continua]

Non c’è più religione, in “Il Giornale dell’Arte”, 407, Torino, aprile 2020

Tu pensa che fessacchiotti questi qui dell’Ottocento che, dovendo maneggiare nella cattedrale di San Bavone a Gand il Polittico dell’Agnello Mistico di Jan e Hubert van Eyck, cioè uno dei capolavori massimi della storia dell’arte, [continua]

Eva Sørensen: Biennale 1982, Sala Esposizioni Panizza, Ghiffa, sino al 30 agosto 2020

Nel corso della sua vicenda Eva Sørensen è stata molto parca di esposizioni. Non per parti pris particolari, ma perché la natura e le ragioni del suo lavoro altro chiedevano, e per certi versi imponevano. [continua]

Massì, buttiamo tutto, cancelliamo arte e storia, in “Il Giornale dell’Arte”, 409, Torino, luglio-agosto 2020

E poi c’è la vecchia storia che un monumento è una faccenda che ha a che fare sia con l’esortare sia con il ricordare, vista la radice latina del termine. Infatti gli antichi usavano i monumenti, ci hanno spiegato gli antropologi, per far da promemoria e rendere presente uno che è assente, perché è morto o perché è lontano, al quale tu devi un pezzo della tua identità. [continua]

La riscoperta di un capolavoro. Il Polittico Griffoni, Palazzo Fava, Bologna, sino al 10 gennaio 2021

L’ipotesi di ricostruzione del Polittico Griffoni, la pala che intorno al 1472 segna l’assunzione definitiva di Francesco del Cossa – e del suo giovane collaboratore Ercole de’ Roberti – nel milieu della grande pittura bolognese al tempo dei Bentivoglio, [continua]

Folklore, Centre Pompidou, Metz, sino al 4 ottobre 2020

La mostra nasce a partire da una messe di materiali di proprietà del Pompidou e si estende e esplorare una categoria insieme fervida e ambigua del Novecento, legata alla nozione di folklore. [continua]

Il pazzo che non dubitò del mito, in “Il Giornale dell’Arte”, 406, Torino, marzo 2020

In mostra c’è anche un ritratto di Schliemann, naturalmente. Che ha le fattezze di un bravo borghese, ma lo sguardo indubitabilmente da pazzo. [continua]

 Il vizio ci manca, in “Il Giornale dell’Arte”, 407, Torino, aprile 2020

Ohibò, è arrivato un virus che non sai bene come immaginarti e la tua zona di comfort salta per aria, perché ti manca qualcosa da raccontarti nella testa. [continua]