Between Land and Sea: Artists of the Coenties Slip, The Menil Collection, Houston, sino al 27 agosto 2017

Coenties Slip è una piccola strada a Lower Manhattan, a New York, dove negli anni cinquanta e sessanta un nucleo di artisti ha vissuto e operato: [continua]

Back up al Polo, in “Il Giornale dell’Arte”, 375, Torino, maggio 2017

Se non hai fatto il backup sei fottuto. Ormai lo sanno anche i bambini: anzi, loro più di certi adulti che lo imparano solo quando ci rimettono i dati. [continua]

Andreas Achenbach. Revolutionär und Malerfürst, Museum Kunstpalast, Düsseldorf, sino al 1 ottobre 2017

Achenbach muore nel 1910, quando già l’espressionismo è un fatto, e il suo periodo di maggior vena è a metà secolo, il tempo di Courbet e dei barbizoniens: [continua]

González / Picasso: une amitié de fer, Musée Le Secq des Tournelles, Rouen, sino all’11 settembre 2017

La prima bizzarria, e vera curiosità storica, è che questo museo dedicato all’arte del ferro nasca dalla collezione di un fotografo, Henry Le Secq, [continua]

Diderot, Composition, in Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, 3, 1753

Composition, en Peinture; c’est la partie de cet art qui consiste à représenter sur la toile un sujet quel qu’il soit, de la maniere la plus avantageuse. [continua]

Un’eterna bellezza, Mart, Rovereto, sino al 5 novembre 2017

Il sottotitolo è Il canone classico nell’arte italiana del primo Novecento: ovvero, la questione intellettuale prima ancora che lo stereotipo del rappel à l’ordre, [continua]

Calder: Hypermobility, Whitney, New York, sino al 23 ottobre 2017

È Duchamp, grande copywriter dell’avanguardia, a chiamare mobiles i Mobiles: gli è chiaro sin dalla mostra memorabile da Percier del 1931, [continua]

Kristina Riska, in “La Ceramica”, 32, Milano, primavera 2017

Kristina Riska lavora dalla metà degli anni ’80, formatasi in seno alla grande scuola finnica: che è primariamente scuola di design, certo, di pensiero essenziale della forma, ma che nel secolo [continua]

Yves Klein. Le théâtre du vide, BOZAR, Bruxelles, sino al 20 agosto 2017

È la stagione in cui figure che ancora pochi anni fa erano considerate sulfuree e legate all’avanguardia-avanguardia, dunque nicchie criptiche del discorso sull’arte, sono guadate in una prospettiva storica meno strabica: il caso di Klein è esemplare. [continua]

Otto Freundlich. Kosmischer Kommunismus, Kunstmuseum Basel, sino al 10 settembre 2017

Freundlich ha radici ebraiche, viene ucciso il 9 marzo 1943 nel campo di concentramento di Lublin-Majdanek, Polonia, e la sua opera più famosa è Großer Kopf (‘Der neue Mensch’), la scultura riprodotta nel 1937 sulla copertina del catalogo dai responsabili della mostra “Entrartete Kunst”. [continua]

Mappa di un cacciatore di segni. Pirro Cuniberti, in Pirro Cuniberti. Sognatore di segni, catalogo, Art Warehouse Zattere, Venezia, 11 maggio – 30 settembre 2017

Una volta compiuta l’opera, “Servire in mano senza cornice”. È la chiusa d’un testo rivelatore che Pirro Cuniberti concepisce nel 1979 annunciando, con l’understatement che gli è tipico, l’avvio dell’ultima, straordinaria stagione del suo lavoro. [continua]

Serpotta e il suo tempo, Oratorio dei Bianchi, Palermo, sino al 1 ottobre 2017

Giacomo Serpotta è a capo d’una bottega palermitana che debutta nel 1678 in San Mercurio, lo stesso anno in cui Giacomo Amato avvia in architettura i lavori per Santa Maria della Pietà: [continua]