Dada Africa, Orangerie, Paris, sino al 19 febbraio 2018

Certo, l’art nègre d’inizio ‘900 è faccenda ben conosciuta e ben esplorata, ma con dada la questione si articola ulteriormente, e in modi radicalmente diversi: [continua]

Claudio Olivieri. “La luce è sempre la prima luce”, Osart, Milano, sino al 17 febbraio 2018

Giunge molto opportuna questa mostra di opere storiche di Olivieri, una delle presenze maggiori dell’arte italiana del secondo dopoguerra. [continua]

Gefeiert und verspottet, Kunsthaus Zürich, sino al 28 gennaio 2018

“Acclamata e derisa”: non è la sintesi perfetta dell’arte in Francia tra il 1820 e il 1880, ma moltissimo ha di vero, come ben mostra questa ampia iniziativa zurighese. [continua]

Piero Manzoni: The Idea of the Achrome, in Piero Manzoni. The Twin Paintings, Hauser & Wirth Publications – Fondazione Piero Manzoni, Zürich 2017 (versione italiana)

“Non possiamo ammettere alcuna manifestazione di colore inteso come mezzo”, annuncia Piero Manzoni nel testo teorico Una nuova zona di immagini. [continua]

Diorama. Erfindung Einer Illusion, Schirn Kunsthalle, Frankfurt/Main, sino al 21 gennaio 2018

Al Salon del 1824 Louis Jacques Mandé Daguerre espone il dipinto Les ruines de la chapelle Holyrood, ma la pittura è solo il fondamento della sua cultura visiva. [continua]

Ugo La Pietra. Una forza interiore, Officine Saffi, Milano, 14 novembre – 22 dicembre 2017

Ugo La Pietra non poteva non incontrare, nel suo percorso proliferante e curioso – curioso per energia intellettuale, per tensione critica – legato alle radici stesse del fare ad arte e della forma, il bucchero. [continua]

Magnificent Gems: Medieval Treasure Bindings, Morgan Library, New York, sino al 7 gennaio 2018

La preveggenza di John Pierpont Morgan e il suo denaro hanno consentito di reperire, raccogliere e conservare non solo una messe straordinaria di codici medievali, ma di consentire di tracciare una storia sintetica e primaria della legatura medievale. [continua]

Odore di Picasso, in “Il Giornale dell’Arte”, 379, Torino, ottobre 2017

È andata puntualmente come doveva andare. La supermostra totale globale universale di Picasso, una sessantina di iniziative sparpagliate qua e là tra Francia ed Europa, isole comprese come diceva quello là, non è che ci abbia portato chissà quali occasioni illuminanti. [continua]

J.F. Millet, rétrospective, Musée des Beaux-Arts, Lille, sino al 22 gennaio 2018

Millet è il caso ottocentesco classico di un autore che, dotato di troppo pochi strumenti che diventare un pittore accademico sterilizzato e compito, finisce con lo scoprire che il suo stesso mondo è un genere perfetto. [continua]

Chaïm Soutine. Retrospettiva, Museo Puškin, Mosca, sino al 21 gennaio 2018

Soutine era un ebreo bielorusso, ed è occorso un po’ di tempo prima che fosse possibile dedicargli una mostra in Russia, visto che aveva pure studiato a Vilnius, altro luogo storicamente problematico per il mondo russo. [continua]

Church: A Painter’s Pilgrimage, Detroit Institute of Arts, sino al 15 gennaio 2018

Come tutti i grandi della Hudson River School, Church è un naturalista minuzioso e innamorato, tecnicamente impeccabile ma, più, dotato d’una ragione pittorica. [continua]

André Derain 1904 – 1914. La décennie radicale, Centre Pompidou, Paris, sino al 29 gennaio 2018

Il più bel ritratto di Derain è quello di Balthus, cioè del pittore più lucidamente anavanguardista del secolo. È un omaggio in fondo dovuto, perché entrambi non hanno rifiutato l’avanguardia ma ne hanno metabolizzato l’esperienza, [continua]