PaginEchaurren, Santa Maria della Scala, Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti, Siena, sino al 5 marzo 2020

Echaurren è dagli anni ’70 protagonista di un lavoro cartaceo che si sottrae, lucidamente e fastosamente, ai confini convenzionali in uso: tra grafica editoriale, illustrazione, creatività felicemente nomade. [continua]

Superdamnatio memoriae, in “Il Giornale dell’Arte”, 401, Torino, ottobre 2019

Non credo che abbiano messo su coreografie suggestive e retoriche come quella che inventò Joseph Goebbels nel maggio 1933 per bruciare i libri invisi al nazismo, non solo quelli di Marx e Engels ma anche quelli di autori ebrei [continua]

Barbara Hepworth, Musée Rodin, Paris, sino al 20 marzo 2020

Hepworth si diploma nel 1923 Royal College of Art, e da subito ha ben chiaro quale scultura non vuole fare: le retoriche del monumentale e dell’antropomorfo sono ormai implose, occorre solo avere il coraggio di constatarlo e di ricominciare. [continua]

Nanni Valentini. “Nell’interspazio tra il visibile e il tattile”,  ABC-Arte, Genova, 5 ottobre 2019 – 5 gennaio 2020

Giusto per prendere le prime misure in termini cronologici. Nel 1954 Leoncillo, uno dei massimi scultori del dopoguerra europeo, ottiene il primo premio al XIV Concorso Nazionale della Ceramica di Faenza. Due anni dopo, 1956, lo stesso premio tocca al non ancora ventiquattrenne Giovan Battista Valentini: [continua]

Franco Marrocco. L’eco del bosco. H2O. Reperti, Michela Cattai, Milano, 26 settembre 2019

Non glosse, appaiono i complementi plastici oggettivi che fanno da qualche tempo la propria apparizione nelle pitture di Franco Marrocco. Essi non valgono come interpretationes, e piuttosto come amplificazioni liriche di senso [continua]

Canova – Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna, Gallerie d’Italia, Milano, sino al 15 marzo 2020

Raramente nell’arte si verifica un vero match race come quello tra Canova e Thorvaldsen, una competizione per il primato dichiarata, che si gioca su un unico campo, su un affine ambito di opere, di fronte allo stesso pubblico. [continua]

Un’Antichità moderna, Villa Medici, Roma, sino al 1 marzo 2020

Com’è noto nel 1666, giusto un anno dopo la morte di Poussin, Colbert istituzionalizza il voyage de Rome, che era ormai una solida tradizione avviata da Jean Fouquet a metà ‘400, e fonda l’Académie de France à Rome. [continua]

Sovranismo tardivo, in “Il Giornale dell’Arte”, 400, Torino, settembre 2019

Le conosciamo bene, le ondate di polemiche che ogni tanto, come febbri malignazze, fanno alzare la temperatura del dibattito (?) culturale (??). [continua]

Alonso Berruguete: First Sculptor of Renaissance Spain, National Gallery, Washington, sino al 17 febbraio 2020

Figlio del grande Pedro Berruguete, grande pittore più che italianizzante molto amato da Federico da Montefeltro, anche Alonso si forma ai primi del ‘500 tra Roma e Firenze, e ha la fortuna di incrociare la generazione artistica leggendaria. [continua]

Vanni Scheiwiller e l’arte. Da Wildt a Melotti, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, sino al 19 gennaio 2020

All’inizio è  Hans Mardersteig, stampatore tedesco che dal 1922 ha avviato le Editiones Officinae Bodoni a Montagnola di Lugano e nel 1927 si trasferisce a Verona. Giusto un anno prima è divenuto cittadino italiano un altro genio dell’arte del libro, Giovanni Scheiwiller, [continua]

Barnett Newman, All’origine della nuova astrazione, traduzione e cura di Stefano Esengrini, Christian Marinotti, 2019.

Basterebbe questo passo di Il sublime è adesso, 1948, in cui Newman rifonda il suo antiformalismo in pensiero di un sublime possibile: “Il fallimento dell’arte europea nel raggiungere il sublime si spiega con il cieco desiderio di esistere all’interno della realtà della sensazione (il mondo oggettivo, sia esso deformato o puro) [continua]

Situations. Giancarlo “nino” Locatelli plays Steve Lacy, Officine Saffi, Milano, 15 ottobre 2019

Ciò che è dato a vedere, qui, è coessenziale a ciò che si sente. Ed è un intreccio di umori, pensieri, occasioni, cose, suoni, che restituisce trame anche di esistenza, nella zona sdefinita e limpida dell’intelligenza condivisa. [continua]