Gregorio di Nissa, Encomio di Teodoro il martire

Chiunque venga in un posto come questo dove teniamo il no­stro raduno e che accoglie la memoria del giusto e le sue sante reli­quie, viene allietato alla vista di cose veramente belle, mentre guarda a questo edificio adibito a tempio di Dio splendidamente elaborato con imponenza di strutture e con fulgore di ornati; dove l’artista ha tratto dal legno la figura di animali e il tagliapietre ha lucidato le lastre di marmo come fossero d’argento.

Il pittore vi ha introdotto i fiori della sua tecnica nelle im­magini dipinte descrivendo le imprese eroiche del martire, e la sua resistenza, le sue sofferenze e le forme orribili e spaventose dei tiranni, le fiamme nutrite del rogo, la beatissima fine del martire, l’immagine della forma umana del Cristo agonoteta. Tutto ciò egli ci mostra come in un libro leggibile da tutti, e ha interpretato attra­verso l’impaginazione coloristica le battaglie e le sofferenze del martire, e ha adornato il tempio come un prato ameno e fiorente. Perché la pittura suole parlare, tacendo, dal muro, e giova moltissimo.

Il mosaicista ha compiuto un’analoga opera nel pavimento dove si cammina.