Ettore Sottsass. Ontwerpen in email, Kunsthal, Rotterdam, sino al 15 maggio 2011

Nel 1958 Ettore Sottsass concepisce l’inaugurazione della galleria milanese Il Sestante,   progettata da Alberto Scarzella, con una mostra di smalti, incursione in uno dei territori dell’arte applicata che le Triennali d’allora molto diligevano.

Sottsass, Piatto smaltato, 1958

Sottsass, Piatto smaltato, 1958

Ora Fulvio e Napoleone Ferrari hanno ricostruito l’intero corpus di lavori, affidandoli a questa mostra e a una monografia edita da Adarte.

Sottsass è nel momento in cui la pratica pittorica e l’integrazione delle arti sono i perfetta fusione, ed eccitano e valorizzano la sua tipica polipragmosyne, quel modo d’inventare traversando le tecniche tra assunzione disciplinare e sperimentazione che sarà il suo per sempre.

Sagome semplificate e nitide, coloriture che saggiano il sovratono e un’evidenza comunque marcata, e soprattutto integrazione sapiente tra le qualità sensibili specifiche del materiale e le coloriture apposte: questi i caratteri che qualificano questi lavori come esemplari dell’allora ancora montante design italiano.

Sottsass, Studio per piatto smaltato, 1958

Sottsass, Studio per piatto smaltato, 1958

Va sottolineata, allo sguardo retrospettivo, la partecipazione profonda che Sottsass già in quella stagione manifesta al versante altoartigianale delle pratiche, quell’antiteoricismo che lo porta sin d’allora, pur in seno a una schiarita logica di progetto, a calarsi nella materia viva del fare, della sapienza di bottega.

È, questo Sottsass iniziale, già una delle figure chiave dell’atteggiamento che renderà il design italiano un caso internazionale, sulla base di un ben fare che è unisono tra destrezza consapevole della mano e avventura dell’intelletto.