Lionello Venturi, Art Criticism Now, a cura di Monica Perillo Marcone, Aragno 2010

Si celebra, con questa pubblicazione preziosa, la figura di Lionello Venturi, più osannato che studiato da troppi.

Tutto si sa del suo ruolo di sprovincializzatore nell’Italia del secondo dopoguerra in cui egli, reduce dall’esilio statunitense, porta in dote un engagement anche politico edificato non sull’ideologia, ma su un’idea lucida e inflessibile di cultura. Assai poco dell’esilio stesso, di una produzione critica che passa dal saggio all’articolo d’occasione dipanando il filo di un ethos in altri assai rarefatto.

Lionello Venturi

Lionello Venturi

Il Venturi che nel 1945 auspica: “intelligence and culture are the best weapons for the rebirth of Italy”; quello per cui la militanza è coscienza attiva della storia e non indottrinamento diverso e ulteriore, piomba nel dibattito italiano con la bruschezza fertile d’un gap culturale fondamentale. Già nel 1942 ha dato ai “Quaderni italiani” di Boston una riflessione illuminante sulla qualità, più che sulla misura, dell’arretratezza con cui la cultura italiana deve fare i conti.

Nel non avvertire la differenza decisiva tra classicità e neo-classicismo, che pure ha permeato di se stessa l’intero entre-deux-guerres europeo, la critica italiana si è ingolfata, egli avverte, in una posizione secondo cui “Caravaggio divenne il padre di Ingres, Mattia Preti fu esaltato sopra Rembrandt, Fattori, il macchiaiolo, apparve come un Piero della Francesca redivivo, e i macchiaiuoli fiorentini furono vantati non solo come precursori ma come superatori dell’impressionismo francese”. In più, con una deformazione di prospettiva ch’è assai faticoso e delicato sanare, proprio “la grandezza dell’arte del Rinascimento è stata una remora alla libera creatività in Italia”.

L’impegno civile di Venturi è primariamente questo, riassettare i termini e i parametri di un contesto culturale che il ventennio fascista ha disassato, portare il livello del dibattito a una qualità omologabile con quella internazionale.