Luca Campigotto. My Wild Places, Palazzo Fortuny, Venezia, sino al 9 gennaio 2011

I luoghi wild non sono necessariamente, per Luca Campigotto, il deserto cileno di Atacama o il golfo di Botnia in Lapponia, lo Stretto di Magellano o le Torri del silenzio a Yazd, Iran.

Ghiacciaio Perito Moreno, Argentina 2000

Ghiacciaio Perito Moreno, Argentina 2000

Ci sono anche Lignano, Ventotene, Ponza, Pasubio in questa selezione, a dire che l’incontaminatezza che Campigotto cerca, nel suo scrostare con acribia feroce le sue immagini da ogni saputo, da ogni sedimento retorico, è fatta anche e soprattutto di rifiuto dell’eroismo d’accatto dell’esotico.

My Wild Places è questa mostra, ma anche e soprattutto un libro edito da Hatje Cantz che raccoglie 67 fotografie dell’ultima quindicina d’anni dell’autore. In tutte avverti, com’era stato con chiarezza già nelle serie memorabili sull’Egitto e su Venezia, che la scelta di Campigotto è proprio quella di affrontare direttamente, crudamente il genere della fotografia di paesaggio e quello della fotografia di viaggio. Che sono apparati forti della coscienza comune ottusa dai media, ormai, per troppa cultura e per troppo consumo, per ripetizione indifferente iterata sino alla deriva del senso, sino a una sorta di evidenza mortale.

Golfo di Botnia, Lapponia 2003

Golfo di Botnia, Lapponia 2003

Campigotto lavora a recuperare, invece, la dimensione della meraviglia diretta, del primo sguardo rivolto al soggetto, e quello stato di lancinante coscienza poetica che se ne genera, prima che le parole e i codici prendano a corrompere l’esperienza. Tutto ciò è reso possibile, e in ciò sta il genio dell’autore, proprio dalla sua padronanza perfetta della retorica della fotografia, e dalla cautela linguistica che lo induce a ridurre, concentrare, elidere, rendere implicito e talora introverso, ciò che altrove diverrebbe mero spettacolo.

Il luogo torna a farsi, così, presenza potentementemente – e, verrebbe da dire, metafisicamente – straniata rispetto allo sguardo, generando un differenziale emotivo  capace di un’altra durata, di un’altra intensità.