Alla faccia! Necrofilologia

Giusto per esser chiari: ma che cippa ci importa sapere di cosa è morto Leonardo? C’è uno che fa il presidente di un “Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storico culturali e ambientali” che non si sa né si capisce bene che roba sia e cosa faccia, il quale va proclamando che vuole riesumare i resti di Leonardo e annuncia orgoglioso, secondo il racconto de “La Stampa”: “Potremo scoprire dettagli che non sono presenti nei libri di storia. Dall’analisi delle ossa saremo in grado di capire se a causare la morte del pittore sia stata la sifilide, la tubercolosi o qualche altra malattia”.

Ciumbia, il notizione. Non è che il dettaglio non è presente nei libri di storia perché, fondamentalmente, ha una rilevanza vicina al nulla? In compenso, la faccenda emana un aroma di feticismo cultural-pulp – e di paraculismo mediatico – mica da ridere. Il fatto che poi il medesimo signore si sia reso protagonista di recente di un’analoga indagine anche su Caravaggio, ravanando qua e là nel cimitero di Porto Ercole, indica che il nostro vuole imporsi come campione di una nuova disciplina: la necrofilologia.