Alla faccia! Tutti in coda

Ieri in piazza Scala c’era una bella coda per andare a vedere, al Palazzo Marino di Milano, il Giovanni Battista di Leonardo. Che di solito abita al Louvre, mica al museo di Chengdu, Cina, o di Windhoeck, Namibia, ché sarebbe un’occasione davvero irrinunciabile di andarlo a vedere. Ma a Parigi, si sa, uno ci va a vedere la Gioconda, mica altro. Funziona così: prendi un quadro di uno famoso, lo mandi in vacanza da un’altra parte, e la gente accorre a vederlo, apprescindere. Allora, modesta proposta per gli amministratori milanesi preoccupati per la sorte dei musei cittadini. Prendere il Canestro di frutta di Caravaggio, annunciare che per una e una sola volta irripetibilmente sarà esposto a Palazzo Marino, spendere i circa quattro euro di taxi del trasloco, e il gioco è fatto. Oppure strombazzare che il Cristo morto di Mantegna sarà esposto “eccezionalmente” a Palazzo Reale – si può portare colà anche a piedi, in un giorno non umido – e la folla è assicurata. In effetti si potrebbe anche annunciare l’evento mirabile e singolare che il Canestro di frutta sarà esposto all’Ambrosiana, tanto metà dei giornalisti e del “pubblico medio” ignora l’esistenza stessa della medesima. Poi, tutti in coda.