Olafur Eliasson. Life, Fondation Beyeler, Riehen/Basel, sino a luglio 2021

Eliasson ha la capacità di sintetizzare questioni complesse con opere, prima di tutto, e non con discorsi concettosi “in luogo di”. Il padiglione, che già segnava una forte vocazione di scambio problematico tra interno ed esterno, è qui totalmente aperto, abitato da un pesaggio d’acque e vegetali la cui discontinuità con la natura circostante è resa dall’uso di uranina, un colorante a sua volta naturale, e dalle piante dalle molteplici suggestioni che lo abitano.

Eliasson, Life, 2021. Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles © 2021 Olafur Eliasson Photo: Pati Grabowicz

Eliasson, Life, 2021. Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles © 2021 Olafur Eliasson Photo: Pati Grabowicz

Egli ha creato cioè una situazione in se stessa vivente, di cui lo spettatore prende progressivamente coscienza di esser parte, di compiuta e non univoca complessità: e di tale complessità certi paradigmi culturali stessi, a cominciare dall’idée reçue della centralità e del primato dell’umano, sono materia e non spiegazione. Ci siamo noi, il nostro percepire, il nostro sapere, che è solo una parte, e neppure la primaria, dell’esperienza.

C’è la consapevolezza dei confini e delle discontinuità, dell’anomalia dell’evento, della sua idea diversa e non eludibile di totalità: “With Life, I work actively to create a space of coexistence among those involved in and affected by the exhibition – the art institution, my artwork, the visitors, other beings that join in, the trees and other plants in the park, the urban landscape that surrounds the museum, and beyond. Through collectively exploring the world we share, we can, I hope, make it livable for all species”.

Eliasson, Life, 2021. Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles © 2021 Olafur Eliasson Photo: Pati Grabowicz

Eliasson, Life, 2021. Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York / Los Angeles © 2021 Olafur Eliasson Photo: Pati Grabowicz

E contano le luci, gli odori, i rumori, i cambi climatici, il tempo, i tuoi battiti cardiaci e la vita che è anche quella delle circa “due libbre di batteri” che “portiamo dentro il nostro corpo”.