Heinz Mack, Kunstpalast, Düsseldorf, sino al 30 maggio 2021

Mack e Otto Piene, padri del gruppo Zero tedesco, incrociano precocemente Manzoni e Castellani. Dallo studio al 69 di Gladbacher Straße, Düsseldorf le Dynamischen Strukturen di Mack e i Rasterbildern di Piene irradiano a fine anni cinquanta un’idea di monocromia, e di “Motion in Vision”, che avrà valore di faglia concettuale e operativa nelle ricerche contemporanee, sino alla configurazione di quella che verrà detta “la nuova concezione artistica”.

Heinz Mack mit Silberfahne im Grand Erg Oriental, Algerien, 1976, Fotografie Thomas Höpker, Courtesy Archiv Atelier Mack © Heinz MackVG Bild-Kunst, Bonn 2020

Heinz Mack mit Silberfahne im Grand Erg Oriental, Algerien, 1976, Fotografie Thomas Höpker, Courtesy Archiv Atelier Mack © Heinz MackVG Bild-Kunst, Bonn 2020

Una retrospettiva di un autore come Mack è sempre a doppio taglio: esibisce meriti storici, dimostra intuizioni e soluzioni, ma testimonia anche la faticata durata temporale del suo lavoro, la ricerca di soluzioni che consentano all’autore di dimostrarsi all’altezza dei suoi esordi.

Mack, in particolare, che è stato tra l’altro oggetto di una rivalutazione storica relativamente tardiva, ha trovato con difficoltà una via tra fascinazioni tecnocratiche, teoricismi non sempre retti dalla pratica, suggestioni che l’hanno spinto ad assorbire attrazioni verso l’ambientalismo e un postminimalismo un po’ vago, senza trovare infine sintesi convincenti.

Heinz Mack, Licht-Architektur (Modell für eine schwimmende Forschungsstation in der Arktis), 1976, Fotografie Thomas Höpker, Courtesy Archiv Atelier Mack © Heinz MackVG Bild-Kunst, Bonn 2020

Heinz Mack, Licht-Architektur (Modell für eine schwimmende Forschungsstation in der Arktis), 1976, Fotografie Thomas Höpker, Courtesy Archiv Atelier Mack © Heinz MackVG Bild-Kunst, Bonn 2020

Alla fine nulla toglie al suo approccio la freddezza del teorico, e la concezione dell’opera come dimostrazione di un assunto. È storicamente importante, certo, Mack, ma una figura di non vasto respiro.