Alexej Jawlensky e Marianne Werefkin. Compagni di vita, Museo comunale d’arte moderna, Ascona, sino al 10 gennaio 2021

Le grandezze dell’arte e le miserie della vita ordinaria s’incrociano nella vicenda che lega Jawlensky, compagno di strada meno dotato di Kandinsky, e Werefkin.I due si conoscono nell’atelier di Ilya Repin, che vuole deretorizzare la pittura facendola rivolgere a temi popolari e pauperisti, sognando un’avanguardia russa. Fanno coppia, ma il progetto che li riguarda entrambi pare essere, in realtà, ben presente solo a Marianne: la quale è, per i parametri di un artista d’allora, ricca, e finanzia il loro trasferimento a Monaco.

Werefkin, La strada di campagna, 1907

Werefkin, La strada di campagna, 1907

In Germania scoprono la direzione che la pittura va prendendo, la chiave espressionista, e la seguono: Marianne è intelligente, sensibile, artisticamente non meno dotata di lui, ma si inganna sul ruolo di mecenate che sceglie per sé, convogliando tutte le aspettative di successo sull’opera di Alexej, più ancora di quanto faccia con Kandinsky la compagna, a sua volta ricca, Gabriele Münter. Jawlensky è piuttosto un animale da pittura che un intellettuale, e la faccenda si complica quando sul piano personale i loro corsi sentimentali divergono: lui, ripercorrendo un vecchio luogo comune, fa un figlio con la cameriera.

Jawlensky, Sera d’estate a Murnau, 1908-1909

Jawlensky, Sera d’estate a Murnau, 1908-1909

Marianne si sveglia. Tardi ma si sveglia. Finalmente decide di darsi attivamente alla pittura in proprio, pur consapevole delle difficoltà cui va incontro: per dire, nel 1922 Tamara de Lempicka debutta a Parigi ancora maschilizzando il proprio cognome in Lempitzki. Ma il tempo svizzero di Marianne è fondamentale, sufficiente per renderla una figura chiave dell’arte novecentesca.