A nostra immagine. Scultura in terracotta del Rinascimento da Donatello a Riccio, Museo Diocesano, Padova, sino al 27 dicembre 2020

Padova è, storicamente, terra di bronzisti: il che ha messo in ombra una tradizione meno quantitativamente cospicua ma vivida, quella della terracotta colorata.

Andrea Riccio, Pietà, Due Carrare , Chiesa di Santo Stefano

Andrea Riccio, Pietà, Due Carrare , Chiesa di Santo Stefano

Questa mostra sintetica e accurata ne ricorda i confini concentrandosi sulla sua stagione più alta, quella postdonatellesca, e sugli autori chiave che s’inoltrano nel Cinquecento, su tutti Bartolomeo Bellano, Giovanni de Fondulis, Andrea Riccio.

La terracotta è stata considerata tecnica povera, al più degna del lavoro d’atelier in vista di esiti materialmente più nobili, ma si trattava di una forma di miopia storica e documentaria che la rigettava in un più vasto ambito considerato generalmente secondario, quello della scultura colorata.

Giovanni de Fondulis, Madonna con il Bambino (part.), Padova, Chiesa di San Nicolò

Giovanni de Fondulis, Madonna con il Bambino (part.), Padova, Chiesa di San Nicolò

Per uno scultore tardo-quattrocentesco le cose non stanno per nulla così, e le sapienze messe in campo da questi autori, ora che molti restauri li hanno restituiti al nostro sguardo, ne fanno una classe di materiali essenziale. Basti, su tutti, la figura di De Fondulis, esponente d’una stirpe lombarda che ha dato all’arte più d’un autore di gran livello e dai risultati tutt’altro che “minori”.