Civilisation, Photography, Now, Auckland Art Gallery, sino al 5 luglio 2020

Il tema è un’iconografia possibile della civilizzazione odierna, uno spazio antropizzato sino a non concepirsi come altro rispetto al naturale ma come luogo tout court, paradigma e misura e metronomo di esistenze in altro modo non qualificabili.

Olivo Barbieri, site specific_MEXICO CITY 11, 2011

Olivo Barbieri, site specific_MEXICO CITY 11, 2011

L’artificioso di queste strutture rimanda a un’immaterialità altra, alla fluenza continua del digitale e dei suoi sistemi che fa da white noise a modi di vita in cui, come singoli flash, si registrano consapevolezze puntuali.

L’immagine fotografica gioca un gran ruolo in questo spettacolo di visioni – che è intimamente, appunto, anche spettacolo – figlio e parte integrante del flusso stesso, giusto virato da un brivido di devianza che lo configura anche come minimo incidente significativo.

Mike Kelley, Flughafen Zürich 28 and 16 (Visual Separation), 2015

Mike Kelley, Flughafen Zürich 28 and 16 (Visual Separation), 2015

È un territorio in cui molti si aggirano: Mike Kelley, Richard Misrach, Candida Höfer, Pieter Hugo, Taryn Simon, An-My Lê, Olivo Barbieri, Michael Wolf, Natan Dvir, tra gli altri.