Marcel Gromaire (1892-1971), l’élégance de la force, La Piscine, Roubaix, sino al 31 maggio 2020

Nella vita artistica è un protagonista della stagione pullulante di Montparnasse, da matissiano osservante, ma porta sempre con sé lo spirito espressionista e rimuginante della sua radice fiamminga.

Marcel Gromaire, Femme d’Asie, 1927

Marcel Gromaire, Femme d’Asie, 1927

Lo spettro dei suoi riferimenti giovanili è molto nitido, un art nègre risolto in primitivimo brusco e geometrico, un’ideologia dell’artista costruttore che media dalla seconda generazione cubista e un rapporto forte con Léger e l’idea engagée di arte pubblica.

Trova, negli anni Trenta, un territorio fervido delle arti applicate, nell’arte dell’arazzo che pratica a lungo a Aubusson con Jean Lurçat e Pierre Dubreuil, nella grande decorazione, in un muralismo allora argomento di vivida riflessione.

Marcel Gromaire, Les Loisirs, 1936

Marcel Gromaire, Les Loisirs, 1936

Non “pose en marginal”, Gromaire, perché sceglie sempre per sé posizioni che non comportano mai stilismo, commercio con il gusto. Ma la bruschezza della sua pittura nasce da lunghe sapienze, da meditazioni assai più sottili di quanto non possano apparire di primo acchito.