Nancy Spero. Louisiana on paper, Louisiana Museum, Humlebæk, sino al 26 aprile 2020

Nancy Spero è morta nel 2009, e oggi le celebrazioni del suo pionierismo non la stupirebbero. Americana, è cresciuta artisticamente in Europa, prima a Parigi con André Lhote, poi in Italia esplorando con Leon Golub le radici ataviche dell’antropomorfismo in arte.

Nancy Spero, Sperm Bomb, 1966

Nancy Spero, Sperm Bomb, 1966

Ma la sua generazione è quella statunitense che non può non impegnarsi, nel fuoco delle campagne civili contro la guerra in Vietnam poi in quelle femministe, che significano tanto la denuncia della condizione femminile in generale quanto, nello specifico, la latitanza del riconoscimento di un ruolo non secondario in arte.

Fonda Art Workers Coalition,  Women Artists in Revolution, ed Ad Hoc Committee of Women Artists, e soprattutto la  A.I.R. Gallery (Artists in Residence) di SoHo, in cui molte esperienze si incrociano.

Nancy Spero, P.E.A.C.E., Helicopter, Mother + Children, 1968

Nancy Spero, P.E.A.C.E., Helicopter, Mother + Children, 1968

Vivere ed essere contro allora era possibile, per molti un dovere. Per Spero era la ragion d’essere stessa di praticare arte. Le sue carte non sono opere minori, nascono sulle stesso tavolo dove nascono i suoi scritti, i suoi scambi epistolari, le sue letture illuninanti.