Nicolaes Maes: Dutch Master of the Golden Age, National Gallery, London, sino al 31 maggio 2010

Maes appartiene alla schiera folta dei minori di qualità che rende opulento il Seicento e che fa di quello olandese una vera “Golden Age”.

Nicolaes Maes, The Eavesdropper, 1656

Nicolaes Maes, The Eavesdropper, 1656

Di una generazione minore di Rembrandt, ne se fa allievo e come lui sceglie la pittura come professione borghese, socialmente identificata e rispettabile. Ovviamente il peso di un siffatto maestro conta molto, ma uscito dall’orbita del genio Maes si assetta un mercato più semplice e sicuro, quello delle scene di genere, dai formati più maneggevoli, nutrite d’un immaginario più colloquiale e diretto.

Tuttavia il piglio pittorico è elevato, dapprima affidato a una selezione sofisticata delle luci e dei colori, poi sempre più attento alla definizione atmosferica delle scene, interni di cui coglie e assapora l’intimità calda e rassicurante.

Nicolaes Maes, Portrait of a girl with a dear, c. 1671

Nicolaes Maes, Portrait of a girl with a dear, c. 1671

Poi, verso fine vita, eccolo riprendere con maggior piglio la vena ritrattistica, probabilmente per sottarsi alla concorrenza ormai esuberante della pittura di genere. Il suo bagaglio tecnico sopporta perfettamente il mutamento d’indirizzo, che si mantiene comunque sempre aderente a una medietà stilistica che gli garantisca, prima di tutto, una clientela.