Alla faccia! Mark Khaisman

E mo’ i giornali illustrati possono strombazzare la tapework art di uno che si chiama Mark Khaisman, cinquantunenne ucraino di Philadelphia, che ha partorito l’idea geniale di figurare scene da film su pannelli di plexiglass usando il nastro adesivo da pacchi: sì, proprio quella schifezza marrone e appiccicosa. E godon tutti perché, udite udite, si possono pure illuminare da dietro. Roba fina, come si dice. E io m’indigno, dal momento che c’è gente che ha costruito navi imponenti con i fiammiferi (à la manière di Aubertin, si sarebbe potuto scrivere) o edifici interi con lattine di birra (roba che potevi pure citare Jasper Johns e Andy Warhol), e quelli niente, li considerano hobbysti. C’è in giro uno che si chiama Stan Munro che ha ricostruito il Tower Bridge e il Taj Mahal con gli stuzzicadenti, scala 1:164, e quelli ancora niente. Arriva questo, ed è subito un artista, del quale si elogia “l’originale tecnica”. Chi l’avrebbe detto che il Creatore illumina le menti così a intermittenza?