Giuseppe Uncini, MACTE, Termoli, sino al 12 gennaio 2020

Il longevo premio Termoli, attivo dal 1955, celebra anche la sua storia con questa personale di Uncini, maestro della scultura al tempo delle neoavanguardie degli anni Sessanta.

Uncini, Cementoarmato n. 31, 1962

Uncini, Cementoarmato n. 31, 1962

Undici opere, un percorso compatto o preciso, conducono dal Cementarmato n. 31, 1962, a opere imponenti come Spazi di ferro n. 39, 1989, e Muri di cemento, 2003. È con lui che il materiale meno estetico in circolazione, il cemento, entra in circolo in forza della sua ostensione ruvida, perfettamente an-estetica, ma imponendo una fisicità potente e una presenza spaziale necessariamente proiettata sull’architettonico.

Solo che quello di Uncini è un architettare lo spazio a partire non da asserzioni brutali, ma da un recupero profondo della proporzione antica, di un’idea di commensuratio ben radicata nell’idea europea di forma: è uomo di proporzioni, non di misure: in altri termini, quanto più lontano dall’ostensione opaca della minimal.

Uncini, Ombra di due quadrati, 1976

Uncini, Ombra di due quadrati, 1976

È una mostra sottile e poetica, ritrosa e senza arroganze intellettuali, perfettamente in tono con la personalità di Uncini, figura abituata, all’antica, a “parlare con le mani”.