Etruschi maestri artigiani, Museo Archeologico Cerite e Necropoli della Banditaccia, Cerveteri, Museo Archeologico e Necropoli dei Monterozzi, Tarquinia, sino al 31 ottobre 2019

La prospettiva di lettura è intelligente e sfiziosa: leggere i materiali di due dei massimi centri dell’Etruria Meridionale, dunque la messe fitta di importazioni, imitazioni, derivazioni dalla Grecia, e di produzioni originali, dalla metallurgia al bucchero, come terreno di coltura di un livello produttivo altoartigianale, oltre che formale e stilistico, unico nel suo genere, consentendone l’apprezzamento anche a un pubblico vasto.

Urna cineraria fittile dipinta, Tarquinia

Urna cineraria fittile dipinta, Tarquinia

I materiali sono, va sans dire, straordinari, anche perché la Banditaccia e i Monterozzi sono un repertorio eccezionale di immagini: qui si affiancano pezzi eccellenti come la situla di Bocchoris, il cratere di Eufronio e i reperti della tomba Regolini-Galassi, in un percorso che illumina e valorizza, con opportuni prestiti, le collezioni museali.

Cronologicamente si va dal villanoviano all’età pienamente storica, quando da qui muovono artefici e prodotti che illuminano non solo la prima fase di Roma, ma lo stesso mondo greco, fattosi da esportatore anche importatore di lavori nati, scrive Ferecrate, dagli “Etruschi esperti della tecnica che producono oggetti di ogni tipo”.

Cratere di Eufronio, Cerveteri

Cratere di Eufronio, Cerveteri

In sintesi, è un percorso per una volta schiarito per il livello di aspettative dello spettatore meno informato, che tuttavia nulla cede alle troppe scivolate nel popism care all’esporre attuale: il rigore è, garantito, la noia evitata.