Dora Maar, Centre Pompidou, Paris, sino al 29 luglio 2019

Dora Maar, figura primaria della cultura parigina del XX secolo, deve la sua fama leggendaria soprattutto alla liaison con Picasso, tinta d’implicazioni controverse.

Dora Maar, Assia, 1934

Dora Maar, Assia, 1934

La sua stagione migliore è il decennio ’30, in cui i suoi talenti tecnici sono affinati e il surrealismo offre possibilità di montaggio dell’immagine all’opposto che banali. I tentativi pittorici, indotti dal rapporto con Picasso, non sono francamente dello stesso livello.

Da fotografa ha a che fare con alcuni grandissimi, Sougez, Brassaï e Man Ray soprattutto, diventando figura chiave del milieu montparnassien di rue Campagne-Première, dove apre il suo studio: il rapporto con Picasso, che s’inoltra sino al 1943, è tuttavia condizionante sino a soffocarne, in effetti, le facoltà espressive.

Dora Maar, Sans titre, 1935

Dora Maar, Sans titre, 1935

Ha una lunga vecchiaia, sopravvivendo per oltre vent’anni all’ex amante. La cosa migliore, ora, è leggerne il lavoro liberandosi dell’ombra del pittore geniale e dispotico: è qualcosa che la storia della fotografia, alla fine, gli deve.