Francesco Morosini: ultimo eroe della Serenissima tra storia e mito, Museo Correr, sino al 6 gennaio 2020

Francesco Morosini “il Peloponnesiaco”, del quale ricorre il quarto centenario della nascita, è stato uomo di mare e di guerra, fondamentale nelle vicende del controllo da parte di Venezia del Mediterraneo orientale.

Francesco Morosini

Francesco Morosini

Come tale è stato celebrato, tanto da esser omaggiato dal Senato con un monumento bronzeo “adhuc viventi”. Il suo intero patrimonio storico, pervenuto al Correr, traccia il perimetro di un uomo d’azione, coraggioso e consapevole la sua parte della propria eccellenza, fondamentalmente militare.

È passato, a modo suo, anche nella storia dell’arte, dal momento che quello che già nel 1436 ad Atene Ciriaco d’Ancona descriveva come il “tempio marmoreo della divina Pallade, opera anch’essa divina di Fidia”, nel 1687 è per lui solo una cittadella munita dalla quale stanare i turchi cannoneggiando l’Acropoli dal Filopappo: la mira è ottima, e il Partenone subisce i danni irreparabili che ben conosciamo.

Ciriaco d'Ancona, Prospetto del Partenone, Codice Hamilton 254, fol. 85r, 1442-1443, Staatsbibliothek Berlin

Ciriaco d’Ancona, Prospetto del Partenone, Codice Hamilton 254, fol. 85r, 1442-1443, Staatsbibliothek Berlin

Li chiamano ancor ora danni collaterali, i facitori di guerre, come fossero effetti secondari da minimizzare. Ma oggi non si riesce a dissociare il nome del valente militare Morosini da quella bomba inconsulta.