Le Antichità della Sicilia esposte ed illustrate per Domenico Lo Faso Pietrasanta duca di Serradifalco. Volume II, Andrea Altieri, Palermo 1834

La posizione di Selinunte rimpetto al continente dell’Affrica, il breve e facil tragetto del vicino canale, ed il comodo emporio di sue mercatanzie dallato del fiume Mazzaro, favorendo oltre ogni credere l’esterno suo traffico colla vicina Cartagine, tenuta a quei tempi la più commerciante del mondo, furon cagione del rapido incremento, onde la novella colonia ben presto pervenne a pareggiare le città più cospicue della Sicilia, ed a stender sue relazioni sino agli stati più lontani della Grecia.

Distintissima per ricchezze e per numero di popolo, lo splendore e la magnificenza de’ suoi pubblici edifici non la rendeano seconda a nessun’altra e della nostra isola e della Magna Grecia. Sventuratamente però, (tale si è la sorte delle umane cose) le circostanze più felici vengon sovente turbate da’ più funesti accidenti. Di che n’è prova la nostra città, la quale nella medesima prosperità, di che sembrava godere, covava nel proprio seno il germe fatale di sua distruzione.

Cinta di acque stagnanti, le cui pestifere esalazioni corrompevano l’aere, i suoi miseri abitanti a centinaja di morbi micidiali perivano; allorquando un uomo straordinario, l’agrigentino Empedocle, conosciuta la cagione del male, fu sollecito ad apprestarvi opportuno il rimedio, rendendo facile il corso alle acque coll’introdurvi, per via di canali ad arte cavati, due de’ fiumi che da presso scorrevano a Selinunte. In premio di che i Selinuntini decretarono onori divini a quel grand’uomo, che valse coll’alto suo ingegno a liberarli da sì grave flagello. […]

Selinunte. Veduta generale

Selinunte. Veduta generale

Edicola B, particolare

Edicola B, particolare

Metopa del tempio C

Metopa del tempio C

Tempio E

Tempio E

Tempio E, ante e trabeazioni

Tempio E, ante e trabeazioni