Carlo Fornara. Alle radici del Divisionismo (1890 – 1910), Casa De Rodis, Domodossola, sino al 20 ottobre 2019

I due decenni di Fornara indagati sono quelli della sua massima tensione espressiva, e marcano una delle vie più fruttuose dell’aggiornamento della pittura italiana del tempo.

Fornara, Le lavandaie, 1898

Fornara, Le lavandaie, 1898

Nato il Val Vigezzo, allievo di Carlo Cavalli, aggiornatissimo sul fervore della pittura francese coeva, egli matura da subito un luminismo intenso fatto di materie pittoriche dense, e sintesi grafiche sottili: è una variante delle esplorazioni di Pellizza da Volpedo e di Segantini, e tutt’altro che banale.

Se ne avvedono i Grubicy, mercanti attenti che vanno promuovendo la tecnica divisa, i quali gli offrono la possibilità di un palcoscenico primario. Se ne avvede, ancor più, Segantini, che lo vuole al suo fianco come assistente nel tempo del grande progetto, ambizioso la sua parte, del padiglione engadinese all’Expo parigina del 1900.

Fornara, Fontanalba, 1903-1905

Fornara, Fontanalba, 1903-1905

Segantini muore improvvisamente, privando Fornara di una guida intellettuale ma lasciandogli in eredità la mistica luminosa del paesaggio che era stata sua. Poi la pittura del vigezzino si involve in un paesaggismo innamorato ma senza più il nerbo degli anni migliori: anacronistico e isolato, per scelta più che per condizione.