La pittura segnica di Ugo La Pietra 1959/2019, Associazione Heart, Vimercate, sino al 14 luglio 2019

Da sempre Ugo La Pietra lavora su molti fronti espressivi praticando quotidianamente un’idea di totalità artistica che non sia utopia predicata, ma acribia continuamente attuata di ragionamenti e azioni.

La Pietra, Intervento urbano, 2009

La Pietra, Intervento urbano, 2009

I suoi antichi esordi pittorici in seno al gruppo del Cenobio, in cui il segno diventava una faccenda assai diversa dal perigraphein ordinato della tradizione e anche dal graphein della tradizione nuova, lo hanno portato a stabilire un territorio esistenziale cui egli dà consistenza d’immagine in un proliferare continuo, una sorta di di ironico/irritato mettere e rimettere al mondo il mondo, di visioni.

Naturalmente il tema della città, dello spazio urbano tra naturale e artificiale, è uno dei suoi temi cardine. La Pietra ne dà declinazioni come in un flusso di coscienza ininterrotto e sempre vigile, mai solo estetico, capace di innescare e far lievitare consapevolezze continuamente ulteriori, scarti e distonie di fervida lucidità, ammantati del velo d’una contraddizione insieme dolce e feroce.

La Pietra, La città scorre ai miei piedi, 2018

La Pietra, La città scorre ai miei piedi, 2018

Dal momento che egli non è né mai sarà, per citare Don DeLillo, “sempre pronto a morire per le tue idee, o per un grafico al computer delle tue idee”, ma pretende ogni giorno di vivere e di pensare e di pensarsi, questi lavori si leggono piuttosto come un journal accidentato e fervido, pagine d’una delle esperienze più lucidamente vive della ricerca contemporanea.