Plakeg! Le nu autour de 1900, Villa Vauban, Luxembourg, sino al 16 giugno 2019

Nella parlata lussemburghese, il titolo indica la nudità, ovvero la condizione che non attiene alla sfera delle intenzioni artistiche ma quella specifica della persona che posa.

Lovis Corinth, Nu debout , 1911

Lovis Corinth, Nu debout , 1911

L’iniziativa è centrata su Lovis Corinth, sulla sua scoperta nel milieu parigino più inoltrato dell’esperienza del nudo di fine Ottocento – Renoir, Degas, Rodin – e su come ciò impatti sulla maturazione della Secessione di Monaco: l’antiaccademismo si fa personalizzazione della situazione d’atelier, che non è più il luogo dove pittore e modella mettono in scena situazioni visive, ma dove s’incrociano esistenze ed esperienze fortemente individuate.

Intorno sono Albert Weisgerber, Max Slevogt, Hans Purrmann (Steichen, genio della fotografia, è lussemburghese solo per nascita, dunque la sua presenza è, qui, un po’ forzata) e una serie di petits mâitres tutt’altro che banali.

Joseph Kutter, Nu couché, 1919

Joseph Kutter, Nu couché, 1919

Si legge, nelle opere, il montare dell’atteggiamento espressionista, e comunque emotivamente intensificato, tipico dell’area di cultura tedesca, ma soprattutto la definitiva cancellazione della regola inflessibile del nudo accademico: lo sguardo solo formale, la distanza emotiva tra autore e modella, e l’assenza di accessori che facciano pensare, come si leggeva nei manuali del tempo, che la donna dia la sensazione di essersi spogliata o di essere in procinto di rivestirsi.