La Macchina Modenese di Aldo Rossi, Laboratorio Aperto ex Centrale AEM, Modena, sino al 19 aprile 2019

Nel 1983, in occasione della mostra personale alla Palazzina dei Giardini di Modena, Aldo Rossi presentò la Macchina Modenese, che l’autore stesso definì “un’architettura d’occasione, un’architettura trionfale e una costruzione analogica che rimanda ad altri progetti e situazioni”.

Olivo Barbieri, Aldo Rossi. La Macchina Modenese, 2019

Olivo Barbieri, Aldo Rossi. La Macchina Modenese, 2019

Rossi era l’artefice, con Gianni Braghieri, del progetto del nuovo cimitero San Cataldo, era un disegnatore strepitoso e fertile, e in quell’occasione rese fisica un’invenzione, un’intuizione che molto peso ha avuto negli sviluppi del progetto.

Ora, dopo trentasei anni, quel possente e vagamente metafisico marchingegno ligneo viene nuovamente esposto, perfettamente restaurato per le cure di Fausto Ferri, protagonista di quegli anni aurei della Galleria Civica e che seguì la realizzazione della Macchina sin dall’inizio.

Aldo Rossi, Macchina Modenese, disegno, 1983

Aldo Rossi, Macchina Modenese, disegno, 1983

In questa occasione il grande fotografo Olivo Barbieri ne ha fornito una serie di letture fotografiche acute e partecipate. Ne esce tutto il sapore del modo di progettare l’architettura da parte di Rossi, in cui l’evocazione di elementi storici non è mai citazione ma ripresa fisica di corpi che si addizionano dipanando, nella coscienza del presente, un filo memoriale che è già, in se stesso, riflessione profonda sull’architettura.