Antoni Tàpies. Biografia política, Fundació Antoni Tàpies, Barcelona, sino al 17 febbraio 2019

Nel 1966 Tàpies inizia a scrivere le sue memorie, e nel 1977 pubblica Memòria personal. Fragment per a una autobiografia. Francisco Franco è morto da due anni e la data segna uno spartiacque nella vita della Spagna tutta.

Tàpies, Nu, 1966

Tàpies, Nu, 1966

La storia della sua pittura inizia nel 1946, ma il suo primo picco è la fondazione di Dau al Set, 1948, in cui l’allineamento internazionale e la forte rivendicazione di catalanità fanno subito di lui una delle coscienze di riferimento di un’arte intimamente resistente.

Il suo prestigio precoce lo rende per molti versi emblematico: alle Biennali veneziane del 1952 e del 1958 si guarda a lui come al simbolo della Spagna che non si rassegna, e poi quel suo tracciare affollato segni e scritte, come graffiti di uno spazio intimamente incondizionato, è inteso come atteggiamento di radicale, lucida eversione.

Tàpies, ​A la memòria de Salvador Puig Antich, ​1974

Tàpies, ​A la memòria de Salvador Puig Antich, ​1974

Tra le opere assume un valore particolare il quadro dedicato a Puig Antich, l’anarchico catalano garrotato mentre il regime ormai sta franando. Ma il suo spessore di homme revolté lavora assai più dentro il linguaggio, nel praticare la realtà delle cose implicandole nello spazio canonico della pittura, nel suo lavorare sul nero, perché, scrive, “l’arte agisce su tutta l’estensione della nostra sensibilità e non sul nostro solo intelletto”.