Omaggio a Mario Schifano. Al principio fu Vero amore, Fondazione Marconi, Milano, sino al 16 febbraio 2018

Giorgio Marconi organizza, tra il 1965 e il 1970, cinque mostre di Mario Schifano. Si conoscono nel 1963, dopo la chiusura dell’effimero rapporto tra il pittore e Ileana Sonnabend, quando è ormai evidente, a chi comprenda d’arte, che Schifano è senza ombra di dubbio un hors catégorie nell’arte italiana.

Schifano, Corpo in moto e in equilibrio, 1964

Schifano, Corpo in moto e in equilibrio, 1964

“Al principio fu Vero amore” perché il dipinto con quel titolo è esposto alla mostra con Adami, Del Pezzo e Tadini, quella del memorabile catalogo/oggetto con i puzzle delle opere, che nel 1965 segnò l’inizio del percorso, suggerendo anche la prima configurazione possibile del popism nostrano.

Poi vengono le personali, che cadono proprio nella stagione in cui il lavoro dell’artista ha evoluzioni e aperture decisive, da Tuttestelle ai Paesaggi TV, che s’incrociano con l’uscita del disco Dedicato a, unicum del gruppo Le Stelle di Mario Schifano, e una contaminazione sempre più evidente con i new media di allora, il cinema in testa.

Schifano, Spazio, 1965

Schifano, Spazio, 1965

È stata una storia frenetica, d’intensità assoluta, fatta di capolavori e cadute. Ma le opere che ne restano non sono cimeli bensì immagini che preservano una forza assertiva integra, a riprova che, per parafrasare, il talento uno non se lo può dare, ma quando ce l’ha lo si vede irradiarsi fastoso.