John Singer Sargent, Nationalmuseum, Stockholm, sino al 13 gennaio 2019

Bella retrospettiva di Sargent, statunitense, italiano per nascita e francese per cultura, caso esemplare di europeizzazione profonda della pittura americana tra ‘800 e ‘900.

Sargent, Dr. Pozzi at Home, 1881

Sargent, Dr. Pozzi at Home, 1881

Sargent nasce e studia a Firenze, poi passa a Parigi dove cresce all’ombra di Carolus-Duran mantenendo aperti i rapporti con la grande scuola spagnola, in specie con Mariano Fortuny, e fiancheggiando da posizioni autonome la generazione impressionista.

Si fa, date queste premesse, ritrattista di vaglia, facilitato dalla sua appartenenza naturale al milieu cosmopolita ed elegante in cui mietere committenze: è un esempio perfetto non solo di modernità cautelata, ma anche di un piglio visivo in cui media mondi diversi, guardando a Helleu e a un Boldini depurato dagli esibizionismi, a Velázquez e alla fotografia.

Sargent, Near the Mount of Olives, Jerusalem, c. 1905–1906

Sargent, Near the Mount of Olives, Jerusalem, c. 1905–1906

La scoperta della grande pittura spagnola da parte dei francesi è il suo riferimento più forte, che Sargent adatta ai propri mezzi e al proprio talento. In Inghilterra spopola, aggiungendo alla fama di ritrattista quello di novello voyageur: forse non genio della pittura, ma certo artefice strepitoso di gusto. Gli Stati Uniti ne fanno subito un monumento pittorico.