Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007, Palazzo Ducale, Genova, sino al 24 febbraio 2019

Il dopoguerra fotografico è, a Venezia, quello di Paolo Monti, fondatore nel 1947 del circolo fotografico La Gondola, e di Fulvio Roiter, uno dei primi aderenti: seguirà, poco dopo, Gianni Berengo Gardin.

Roiter, Senza titolo (nudo n. 5)

Roiter, Senza titolo (nudo n. 5)

Roiter vi si afferma subito come scrutinatore sofisticato della luce e dei toni, capace di sottigliezze estreme e di asprezze rette da un comporre l’immagine di salda, risentita sobrietà, senza cadere in eccessi teoricistici ed evitando con pari rigore il puro compiacimento.

Nel decenni Roiter è stato riconosciuto internazionalmente soprattutto come maestro del colore e come cantore di Venezia, della quale ha fissato una serie di standard visivi divenuti paradigmatici. Ma il suo lavoro più cospicuo appare, all’oggi, quella sua stagione giovanile, per la capacità di coagulare la narrazione in visioni essenziali, forti per forza che è già, soprattutto, consapevolezza di linguaggio.

Roiter, Coltivazione della vite, Etna 1953

Roiter, Coltivazione della vite, Etna 1953

Le immagini siciliane del 1953 sono, da questo punto di vista, emblematiche, forse uno dei momenti più alti del suo intero percorso. È, il suo, da subito un realismo diverso, delucidato e antiretorico, che si declina come partecipazione affettiva totale allo sguardo e tensione espressiva piena, da grande autore perché mai preoccupato di affermare la propria autorialità.