Daniela Ferrari e Andrea Pinotti (a cura di), La cornice. Storie, teorie, testi, Johan & Levi, 2018

Una condizione di alterità dell’immagine pittorica ha carattere sacro, si radica nella tradizione delle icone d’oriente. Un’altra ha a che fare con la vicenda europea, che la pensa come visione discontinua oltre il confine della finestra albertiana, ch’è già postulata dai pinakes che ci giungono da Pompei.

Filippo Parodi (1630-1702), Cornice con il mito di Paride, legno intagliato e dorato, 44x40, Genova, Palazzo Spinola

Filippo Parodi (1630-1702), Cornice con il mito di Paride, legno intagliato e dorato, 44×40, Genova, Palazzo Spinola

In tutti i casi decisiva è la cornice, fatto concettuale prima che fisico, e mai elemento puramente accessorio, al di là della storia delle arti e del gusto.

Sulla cornice s’è molto ragionato, da Simmel a Bloch, da Arnheim a Stoichita, e il volume ne raccoglie molto opportunamente una scelta di testi primari, introdotti da due saggi nitidi e pertinenti di Ferrari e Pinotti. L’argomento si sarebbe prestato al gioco intellettuale e alla blague, soprattutto se ad affrontarlo fossero stati autori in cui, come oggi spesso avviene, si mescolano scarsa conoscenza e propensione al cazzeggio parafilosofico, forti di un’appartenenza autoproclamata alla cultura d’avanguardia.

Invece Ferrari e Pinotti, da angolature diverse, agli studi sull’argomento hanno dato contributi rilevanti, di cui questo è l’ultimo felice esempio. È un libro sobrio, serio senza accademismi fastidiosi, motivato, preciso. Roba rara, sempre più rara.