Le Talisman de Paul Sérusier, une prophétie de la couleur, Musée de Pont-Aven, sino al 6 gennaio 2019

Vera celebrazione della stagione irripetibile di Pont-Aven, la mostra si centra su L’Aven au Bois d’Amour, quadretto di Sérusier che passerà alla storia come Le Talisman.

Sérusier, Le Talisman, 1888

Sérusier, Le Talisman, 1888

La chiave è nell’iscrizione che la piccola tavola lignea, tipico strumento per bozzetti en plein air, porta al verso: “Fait en Octobre 1888, sous la direction de Gauguin par P. Serusier Pont-Aven”. Il ruolo carismatico di Gauguin vi è esplicitato, rivendicato, e il dipinto ha un vero e proprio ruolo di talismano per i Nabis: passerà a Denis, testa lucida del movimento, e sarà assunto a exemplum perfetto della nuova idea di pittura.

L’intento antimimetico in una costruzione ancora riconoscibilmente paesistica, la scelta di forzature cromatiche che enunciano primariamente la raison d’être del colore e la sua autonoma forza espressiva, avviano alla concezione che Denis enuncerà nel 1914, a cose fatte: “Bisogna ricordarsi che un quadro, prima di raffigurare un cavallo in battaglia, una donna nuda o un aneddoto qualsiasi, è in primo luogo una superficie piana ricoperta di colori assemblati con un certo ordine”.

Gauguin, Bernard, Denis, Vuillard, Lacombe, Ker-Xavier Roussel, Filiger sono di quella partita, la quale vale, più che in se stessa, come momento di formidabile intuizione e di grande liberazione, come punto di non ritorno rispetto all’impressionismo e abbrivio dell’avanguardia novecentesca.