Enrico Sturani, Fascismo di calcestruzzo, Barbieri, 2018

Tra i numerosi racconti possibili della storia, quello scelto da Enrico Sturani, da decenni collezionista e studioso geniale e pensante di cartoline, ha il vantaggio di operare su un’iconografia, e su standard di gusto, che per la natura stessa dei suoi oggetti (“le cartoline illustrate coeve vendute dai tabaccai”) è perfettamente in linea con un livello mediano dell’omologazione popolare.

Pamy, Pavimenti di Linoleum, 1937

Pamy, Pavimenti di Linoleum, 1937

Il che significa: ciò che viene riprodotto è ciò che il grande pubblico deve vedere, cui deve intimamente abituarsi e conformarsi, trasformare in informazione e opinione. Lo scarto temporale con cui, ora, guardiamo quegli stessi oggetti, è rivelatore. Lavorare sull’architettura e sull’edilizia del ventennio fascista non è, da questo punto di vista, un’operazione mossa da saputi ideologici, ma la presa d’atto criticamente viva di un progetto di modernità che pure esisteva, e si misurava con le altre culture oltre che con se stesso, negli interni e negli esterni, nel configurare un way of life e una retorica.

Con piglio intellettualmente leggero, arguto e quanto di meno accademico sia pensabile, Sturani analizza ad esempio la tipologia delle Case del Fascio, avverte che se ne edificano tra il 1932 e il 1943 ben undicimila (e seicentoquaranta sono le Case dei Balilla), con tipologie così variate, dalla monumentalità ufficiale a una essenziale semplice funzionalità, che non molte di essere potrebbero essere definite a pieno titolo, dal punto di vista dei codici correnti, architetture fasciste. E alcune tipologie sono, è noto, palestre stilisticamente fervide, dalle colonie elioterapiche alle stazioni, dalle caserme alle poste alle scuole.

Giuseppe Pagano, Roma. Città Universitaria, Instituto di Fisica, in litoceramica gialla, 1935

Giuseppe Pagano, Roma. Città Universitaria, Istituto di Fisica, in litoceramica gialla, 1935

Non inseguendo necessariamente una tesi, Sturani si muove con grande libertà e con una capacità straordinaria di porsi e porre domande, e di mettere a disposizione materiali visivi autenticamente di prima mano per cominciare a darsi delle risposte.