Natale Zoppis. Il rumore del tempo, Weber & Weber, Torino, sino al 12 maggio 2018

Natale Zoppis è un fotografo appartato e rimuginante, che assai poco concede alle godurie visive che pure l’immagine meccanica consente e titilla sempre più.

N. Zoppis, Indagini sull'infinito n.3, 2014

N. Zoppis, Indagini sull’infinito n.3, 2014

Egli ne sceglie invece le dismisure ottiche e le nutre di un filo riflessivo concentrato e alto, il cui stesso procedimento è, in sé, opera. Accumula polvere su lastrine di vetro o di acetato, e la traduce in visioni che vanno da qui all’infinito, oltre i limiti posti dal minimo e dal massimo di visibilità possibile.

Certo, subito torna alla memoria l’Elevage de poussière di Duchamp, ma ciò che là era dismisura e alea, qui è una condizione, più che metrica, temporale: Zoppis non trova ma cerca, mostra un cosmo là dove particelle minime si distribuiscono, costituendo un universo autre.

N. Zoppis, Rumori di paesaggi in polvere, variazione n.4, 2017

N. Zoppis, Rumori di paesaggi in polvere, variazione n.4, 2017

La tensione concettuale del lavoro è straordinaria, e la sua inamenità non è respingente, bensì una condizione diversa di durata, d’intensità. La segretezza di questo lavoro è la condizione necessaria del suo silenzio ricercato, che si assapora lontano da ogni distrazione mondana.