L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Torino, sino al 13 maggio 2018

Personaggio eteroclito e complessivamente inafferrabile, Mollino ha sempre convissuto con la fotografia, funzionale e creativa, facendone una componente essenziale del suo lavoro.

Carlo Mollino e Riccardo Moncalvo - La Società Ippica Torinese da corso Dante, fotomontaggio, 1941

Carlo Mollino e Riccardo Moncalvo – La Società Ippica Torinese da corso Dante, fotomontaggio, 1941

La mostra ha grande ampiezza, una pretesa effettiva di offrire una visione complessiva del suo lavoro, individuando come snodi cruciali i transiti e le contaminazioni tra le necessità documentarie implicite nel suo lavoro e le continue spinte creative: a cominciare dalle foto legate all’architettura, che vanno dal semplice appunto visivo al fotomontaggio di ri-creazione ed espansione del costruito e degli interni.

Autore, come molti nella Torino di quegli anni, attratto dalle implicazioni surreali della visione, declina in modi diversi immagini di fascinazione straniata, immettendovi tanto estri momentanei quanto una riflessione sempre lucida sul linguaggio fotografico stesso.

Le opere più celebrate sono i nudi e le immagini di figura, vere messe in scena dell’idea canonica di nodo ma strabiliate per il concorrere di suggestioni diverse, il rapporto tra corpo e vestiario, tra corpo e ambiente, tra corpo e sguardo insieme ironico e desiderante, mai veramente astorico.

Carlo Mollino – Ritratto (senza titolo), 1956-1962 c.

Carlo Mollino – Ritratto (senza titolo), 1956-1962 c.

Sono anche, dal punto di vista dell’idea di fotografia, le più lucidamente inventive, e le più acute per la capacità di deretorizzare completamente un genere senza, insieme, sdrucirlo.