Gaetano Previati, I colori degli antichi, in La tecnica della pittura, Torino, Fratelli Bocca, 1905

[…] I verdi delle Nozze Aldobrandine sono tutti di rame, per ciò, concludendo, sir Davy Humphry ritiene che gli antichi avessero il vantaggio di due colori, l’azzurro egiziano e la porpora di Tiro sconosciuti ai moderni.

Nozze Aldobrandine

Nozze Aldobrandine

Senza entrare nel merito di questo supposto vantaggio degli antichi non essendo le vetrificazioni colorate adatte a produrre colori intensi per la pittura, né la porpora di Tiro avendo rinomanza che per la sua applicazione ai tessuti che erano privilegio, presso i Greci ed i Romani, di una ristrettissima classe di persone, ma perché Plinio assicura che si dava per suo mezzo l’ultimo grado di bellezza alla Sandice, la quale era una composizione fatta dalla calcinazione dell’ocra e della sandracca, e, secondo lo stesso sir Davy, molto simile al nostro cremisi, non torna fuori di proposito un cenno su questo famosissimo colore dell’antichità.

La porpora dei Greci, quanto quella dei Romani, si ritraeva da una conchiglia, della quale vi erano due specie che si raccoglievano lungo le rive del Mediterraneo. Vitruvio afferma che il colore differiva secondo il paese di derivazione della conchiglia e che il suo colore era più violaceo nei paesi nordici e più rosso in quelli meridionali. Soggiunge pure che si preparava il colore battendo le conchiglie con strumenti di ferro e che si mescolava con un po’ di miele.

Tale conchiglia sembra scomparsa. Però nel 1683 si trovarono sulle coste del Sommersetshire e del Galles una quantità di buccini che, da un’apertura fatta loro in una piccola vena in cima alla testa, lasciavano sortire un liquido vischioso e biancastro, che esposto all’aria gradatamente si cambiava in un bellissimo e durevole colore di porpora; e si racconta pure che M. de Jussieu e M. de Réaumur sulle coste occidentali della Francia trovassero dei buccini simili, ed anzi M. de Réaumur scoprisse sulle coste del Poitou la sola specie di murice che adesso si conosca e che possiede in grado più o meno eminente un liquido colorantesi in porpora.

Artificialmente la chimica con la murexide, che l’inventore Porut aveva dapprima denominata porporato d’ammoniaca, offre un prodotto che sciolto nell’acqua a 70° dà uno splendido colore porpureo, ma tutto ciò è ben lontano dalla porpora di Tiro che rimane per noi un colore puramente storico.

Non è certamente troppo azzardato credere che la fabbricazione dei colori non avanzasse molto nel periodo di tempo trascorso fra la catastrofe che seppellì Pompei, Ercolano e Stabia e la caduta dell’Impero Romano. Roma, che tanto sviluppo diede all’architettura, non seppe elevarsi dall’imitazione formale della pittura greca e piuttosto che degli artisti ebbe dei dilettanti, deboli garanzie, per quei tempi, d’un serio incremento alla pittura ed alle industrie affini dell’arte di dipingere. [...]