Magnificent Gems: Medieval Treasure Bindings, Morgan Library, New York, sino al 7 gennaio 2018

La preveggenza di John Pierpont Morgan e il suo denaro hanno consentito di reperire, raccogliere e conservare non solo una messe straordinaria di codici medievali, ma di consentire di tracciare una storia sintetica e primaria della legatura medievale.

Lindau Gospels, France, ca. 875

Lindau Gospels, France, ca. 875

L’Evangeliario di Lindau nasce nello scrittorio di San Gallo ma si veste di una copertura strepitosa per entrare tra i tesori di Carlo il Calvo: è oreficeria carolingia al massimo livello, in cui l’iconografia ancora si subordina al pregio materiale delle gemme, vuoi per i retaggi di tiepidezza nei confronti dell’iconoclastia tipici di quella corte vuoi perché è questo il punto limite in cui prende a maturare lo svincolo dell’estetica dal pregio dei materiali.

Il percorso passa per prove diversamente caratterizzate, come il Sacramentario di Frontale, di legatura probabilmente ravennate d’artefice locale o greco, in cui il peso della tradizione d’Oriente e l’asciuttezza di materie come l’avorio e l’argento dorato dicono d’una già radicatissima estetica, e i Vangeli di Giuditta di Fiandra, d’area inglese e – siamo ancora entro l’XI secolo – sontuosi ma ormai marcati da uno stile e da un gusto. L’idea stessa di tesoro è, ormai, altra.

Gospels of Judith of Flanders, England, between 1051 and 1064

Gospels of Judith of Flanders, England, between 1051 and 1064

Poi muta l’idea stessa di libro, ma resta integro in talune aree un gusto artigianalmente aristocratico che porta a opere come l’Evangeliario armeno, circa 1700, in cui argenti e smalti architettano una visione di intensità sobria e raccolta, dalla bellezza commovente.