Diorama. Erfindung Einer Illusion, Schirn Kunsthalle, Frankfurt/Main, sino al 21 gennaio 2018

Al Salon del 1824 Louis Jacques Mandé Daguerre espone il dipinto Les ruines de la chapelle Holyrood, ma la pittura è solo il fondamento della sua cultura visiva. Dal 1818 pittore e scenografo, egli intuisce che una mediazione possibile tra arte teatrale e pittura si situa nel punto in cui l’illusione di verità vivente dell’immagine produca effetti stupefacenti, e pensa, scriverà Marie-Antoinette Allevy, in termini di veri e propri “tableaux hybrides” .

Kent Monkman, Bête noire, 2014

Kent Monkman, Bête noire, 2014

Il Diorama inaugurato nel 1822 in rue Samson a Parigi, nato dalla collaborazione di Daguerre con il pittore Charles Bouton, va in questa direzione. Di struttura semicircolare, il Diorama consente un gioco di mutamento di immagini dipinte sui due lati di una serie di tele translucide che effetti luminosi modificano in modo illusionisticamente efficace, tanto da generare reazioni di meraviglia e spavento negli spettatori.

Notevole è osservare come quella che Goethe nelle Affinità elettive descrive per il tableau vivant come la vaga sensazione d’angoscia dovuta alla “presenza della realtà in luogo dell’immagine”, grazie ai nuovi effetti illusionistici di questa pittura fatta teatro diventi straniamento dovuto alla sensazione di realtà prodotta da mezzi artificiosi.

Nella modernità il Diorama (la cui destinazione funzionale primaria è divenuta il museo di storia naturale) è un modello, dal momento che esplora proprio la duplicità concettuale – reale/rappresentato, corporeo/immateriale, eccetera – che fonda l’illusione, e soprattutto un’idea sovranamente ambigua di verità basata sulla lucidità dell’apparenza.

Mark Dion, Paris Streetscape, 2017

Mark Dion, Paris Streetscape, 2017

La facoltà di contaminare e far collidere tecniche mediali diverse amplifica a dismisura lo spettro dei possibili: ecco così Jeff Wall, Mark Dion, Robert Gober, Isa Genzken, Kent Monkman, Hiroshi Sugimoto e altri darne un notevole spettro di declinazioni, con umori che rimontano a certe pratiche new-dada a prelievi umorosi dai media bassi.