Monet collectionneur, Musée Marmottan Monet, Paris, sino al 14 gennaio 2018

Dapprima Monet ottiene un bronzetto e due gessi da Rodin, con il quale si incrocia nel 1889 in una mostra à deux da Georges Petit, quella in cui il pubblico ha l’anticipazione dei Borghesi di Calais, e con il quale concorda uno scambio.

Renoir, Madame Clementine Valensi Stora (L'Algerienne), 1870

Renoir, Madame Clementine Valensi Stora (L’Algérienne), 1870

Poi, l’anno dopo, si fa interprete grande del collezionare non per sé ma per il mondo, lanciando la sottoscrizione che assicura allo Stato l’Olympia di Manet: l’esito è positivo, nel 1890, anche se il prezzo pagato, 19.415 franchi, è da considerare ancora nell’ordine della commilitanza e non del “vero” mercato.

Poi, finalmente non più attanagliato dai problemi economici di gioventù, comincia ad acquistare anche alle aste, non diventando maniacale come Degas ma con la spinta che gli viene dall’amico Caillebotte, la cui ricchezza di base gli consente d’essere l’unico collezionista veramente autorevole del gruppo: e sa bene perché, visto che la sua eredita allo Stato sarà, nel 1894, di ben sedici Monet.

Tra coloro che ama sono Boudin, Caillebotte stesso, Cézanne, Pissarro, ma soprattutto l’amico Renoir, favorito dai rapporti intensi e amicali che segnano i loro percorsi, ma di cui possiede opere primarie anche grazie ad acquisti cospicui negli anni della ricchezza.

Kunisada, Neige abondante à la fin de l'année, 1843-1847

Kunisada, Neige abondante à la fin de l’année, 1843-1847

Nel 1883 proprio Georges Petit, il suo mercante di riferimento, si mostra uno dei fautori più convinti del japonisme nella sua grande mostra d’arte orientale. In questo ambito scatta la vera e propria mania di Monet. Giunge a possedere 247 stampe di alto livello. La sua sala da pranzo a Giverny è decorata con stampe orientali, e il Ponte giapponese che egli si è fatto costruire nel giardino è uno dei simboli della sua pittura. A Giverny d’altronde Monet ospita spesso il mercante Hayashi, che non solo gli cede opere preziose ma nel 1893 organizza la prima mostra di pittura impressionista a Tokyo.