Cesare Leonardi. L’Architettura della Vita, Galleria Civica e Palazzina dei Giardini Ducali, Modena, sino al 4 febbraio 2018

Cesare Leonardi, classe 1935,  è un geniaccio polivalente che alla cultura visiva ha dato molto più di quanto abbia ricevuto. Negli anni ’60 la sedia Nastro e il Dondolo erano tra le cose più avanzate dell’orizzonte del design internazionale ma nascevano in Emilia, dove si trova sempre un artigiano che sa come si fa, e non nel circuito milanocentrico che ha dettato legge allora, e per molto tempo ancora, e si son comprese meno del dovuto.

Leonardi-Stagi, Poltrona Nastro, 1961

Leonardi-Stagi, Poltrona Nastro, 1961

Socio di studio di Franca Stagi per molti anni, ha sempre inteso la progettazione come una delle forme dell’arte e non nella chiave del professionalismo per lo più in voga, tanto da sfumare lo iato con il creare artistico che s’è altrove inevitabilmente sedimentato. Si è occupato di cose ma anche di territorio e di edifici, e ha concepito progetti fotografici memorabili come l’Atlante del Duomo di Modena, 1983-1984, e grafici, come L’architettura degli alberi, 1982, una contaminazione perfetta tra il rigorismo documentario alla tedesca e una deriva concettuale controllata e fervida.

Anche nella maturità ultima, in ogni caso, le oltranze della sua intuizione si son basate sull’humus perfettamente inteso della sapienza artigianale che sempre (anche quando agli inizi trafficava con la vetroresina) sta alla base del fare motivato: un modo di trasferire nella modernità ciò che l’arte alta fondava sulla “dotta mano”.

Leonardi, Solidi, 1998-1999

Leonardi, Solidi, 1998-1999

Ora la Galleria Civica dedica una mostra ampia, che accompagna un gran bel libro di Andrea Cavani e Giulio Orsini, al suo agire a tutto campo, perché era giunto il momento. Così come è ora che la nuova cultura architettonica – che è fare, ma dopo aver studiato e capito, se possibile – lo stani dalla sua città/bozzolo e lo proietti su scenari diversi, almeno al livello della documentazione di ciò che è stato.