Ève ou la folle tentation, Musée Rolin, Autun, sino al 15 ottobre 2017

Saint-Lazare ad Autun ha una storia tipica: fondazione tardoantica, ricostruzione nel XII secolo come chiesa-reliquiario di san Lazzaro, il Lazzaro di Betania evangelico, nel ‘400 beneficata da Jehan Rolin, figlio del Nicolas cancelliere mecenate di Rogier van der Weyden e  Jan van Eyck.

Gislebertus, La tentazione di Eva

Gislebertus, La tentazione di Eva

Il luogo è talmente potente da permettersi uno scultore dalla bottega primaria – il livello è quello che Wiligelmo dispiega a Modena – come Gislebertus, che non solo firma “Gyslebertus hoc fecit” ma concepisce la Tentazione di Eva ora al Rolin, ora fresco di pulitura, che è una delle sculture più alte del Medioevo tutto, con quel naturale intuìto che si dipana per sinuosità allora inosabili e in forza di una cadenza proporzionale che fa venire il sospetto di una regola in nuce.

La ricostruzione accurata riguarda l’insieme del progetto plastico, che è il vero cardine della decorazione romanica, e si occupa il giusto delle questioni di autografia individuale: un magister, allora, funzionava diversamente da come troppi continuano a ostinarsi a credere.

Gislebertus, Estasi della Maddalena

Gislebertus, Estasi della Maddalena

Quel ch’è rimasto del progetto grandioso, in parte in loco e in parte al museo, viene ricontestualizzato con precisione, a cominciare dalla ricostruzione dalla tomba reliquiario di Lazzaro che ha fatto la gloria, anche mondana, di Autun.

Poi ci sono molte altre cose, a cominciare da un più ampio lumeggiamento della figura di Eva fatto di appunti saporosi ma che restano, appunto, suggestioni, come la voglia di un’altra mostra ben più ampia che si potrebbe fare.