L’art du pastel de Degas à Redon, Petit Palais, Paris, sino all’8 aprile 2018

Il Petit Palais lavora sulle sue collezioni e produce questa mostra perfettamente climatica, in cui le scelte degli autori più celebrati s’intrecciano con quelle di autori che lo sono assai meno, ma qualche sorpresa la riservano.

Prouvé, Femme étendue sur un divan, 1899

Prouvé, Femme étendue sur un divan, 1899

Centotrenta fogli dicono soprattutto del periodo che, tra impressionismo e simbolismo, decide la modernità, e in cui il pastello è scelta primaria: in relativa continuità con la sua ricezione mondana, con il privilegio di gusto che questa tecnica si guadagna nel ‘700 piegato a scelte fondamentalmente stilistiche: tre nomi bastano a indicare l’orientamento, Degas, Renoir e Redon.

Questi grandi emergono, ma il versante mondano, quello in cui il pastello si lega al decoro da salotto tra aristocratico e borghese, alle confidenze di un consumo tutto domestico dell’immagine, e un’estenuazione che punta alla squisitezza – Carrier-Belleuse, Tissot, Prouvé ad esempio – è il tono dominante, tessono lo scenario in cui il pastello è soprattutto gusto e moda, atmosfera visiva dalla quale non sono esenti parimenti molti simbolisti di complemento nostalgici la loro parte.

Redon, Vieil ange, 1892-1895

Redon, Vieil ange, 1892-1895

Siamo, qui, esattamente al bordo della faglia postimpressionista che, divaricandosi nelle avanguardie storiche, relega il pastello tutto sulla sponda del passato. Anche questo è un sintomo, e dice molto su come si modifichi anche sul piano delle scelte tecniche come si modifichi lo spazio di condivisione culturale tra artista e spettatore.