Daumier: attualità e varietà, Museo Civico Villa dei Cedri, Bellinzona, sino al 7 gennaio 2018

In totale Daumier realizza un migliaio di xilografie e circa quattromila litografie. Soprattutto gli è chiaro che il canale istituzionale dell’arte non è l’unico, e neppure il migliore se si intende rilucidare il potere comunicativo dell’arte.

Daumier, Avvocati e giudici, prima dell’udienza (Gli avvocati), c. 1862

Daumier, Avvocati e giudici, prima dell’udienza (Gli avvocati), c. 1862

Certo, dipinge quadri straordinari – la Lavandaia di Orsay, Il vagone di terza classe del Met, per dire – ma si fa figura eccellente di una nicchia espressiva assai rilevante in quell’epoca, quella dell’illustrazione e della caricatura a stampa, da considerare a pieno titolo pratica artistica primaria oltre che vera e propria officina del gusto diffuso.

Non è l’iniziatore dell’esperienza. La strada è aperta a Parigi da Grandville, che è tra le firme prestigiose di due testate satiriche parigine che fanno ampio ricorso alla litografia, “La Caricature” e “Le Charivari”, per le quali anche Daumier, che ha debuttato nel 1828 con “La Silhouette”, disegna immagini memorabili: a “Le Charivari” collabora come caricaturista anche Nadar, che sarà padre nobile della fotografia.

Daumier, Lanterna magica!!!.., 1869

Daumier, Lanterna magica!!!.., 1869

Autore di serie caustiche e di straordinaria qualità grafica come La gente della giustizia e I buoni borghesi, che attingono a piene mani nel grottesco e nella parodia intesi come sovratoni mimetici, Daumier è anche tra gli illustratori della rivista “La Chronique de Paris” fondata da Balzac nel 1836, e poi dal 1845 dell’edizione Furne della Commedia umana, in particolare di Papà Goriot e de La cugina Bette.