Dessiner la grandeur. Le dessin à Gênes à l’époque de la République, Louvre, Paris, sino al 25 settembre 2017

Tra il ‘500 e il ‘700, esattamente tra il 1528 e il 1797, cioè all’incirca tra Luca Cambiaso e Magnasco, Genova è veramente capitale, e la sua repubblica uno dei grandi poli artistici del tempo, forte di una ricchezza che è appropriato definire leggendaria.

Lorenzo de Ferrari, Etude de naïade

Lorenzo de Ferrari, Etude de naïade

La mostra parigina è di quelle di studio, che nasce come corollario e frutto dell’opera imponente di ristudio complessivo delle collezioni grafiche italiane del Louvre e del completamento di quello dei circa cinquecento fogli genovesi. Ma anche senza effetti speciali, è spettacolare la sua parte. È la vicenda che ha inizio con Andrea Doria e il suo progetto grandioso, con l’arrivo in città dei raffaelleschi, Perin del Vaga in testa, e che passa per generazioni straordinarie di maestri, da Fiasella a Grechetto, da Piola a Castello, da Biscaino a De Ferrari.

È un clima di magnificenza che i grandi cicli d’affreschi genovesi testimoniano in città con larghezza ma che in questi fogli si riporta al clima elaborante delle botteghe, dei singoli strepitosi percorsi, del continuo intessersi di rapporti con gli altri centri grandi, nell’andirivieni di maestri e opere.

Bartolomeo Biscaino, Le Mariage de la Vierge

Bartolomeo Biscaino, Le Mariage de la Vierge

Non per fare il solito discorso, ma fa venire voglia di andare a Genova più una mostra così a Parigi che mille pagine dei soliti stucchevoli siti turistici web.