Mystical Symbolism: The Salon de la Rose+Croix in Paris, 1892–1897, Solomon R. Guggenheim Museum, New York, sino al 4 ottobre 2017

Joséphin Péladan era un personaggio bizzarro il quale aveva intuito la tensione mistica ed esoterica che animava il finale di secolo, propenso al sapienziale e all’occulto non meno che al razionale e al positivo: e che non meno lucidamente sapeva montare il caso mondano, dando in pasto alla cronaca la propria figura eccentrica.

Ferdinand  Hodler, Die enttäuschten Seelen, 1892

Ferdinand Hodler, Die enttäuschten Seelen, 1892

Al di là delle sue posizioni confuse, inventandosi l’ordre de la Rose+Croix egli offre una casa con prospettive di solidità all’orizzonte variegato dei simbolisti, e al loro Salon, ospitato per il debutto da Durand-Ruel, una vetrina mondana autorevole.

Non è da credere che gli espositori si sentissero. come da proclami, i “Maccabei del Bello” ma, per un Moreau e un Puvis de Chavannes che comunque si sottraggono, Hodler, Khnopff, Delville, Bourdelle, Vallotton, Toorop, Schwabe, che disegna il primo manifesto dell’esposizione, e molti altri partecipano con convinzione: quella, soprattutto, di aver guadagnato un palcoscenico di bella visibilità, e una posizione di forza in seno all’orizzonte postimpressionista.

Charles Maurin. L’aurore du travail, c. 1891

Charles Maurin, L’aurore du travail, c. 1891

I Salons rosacrociani proseguono sino al 1897 ma il volgere del secolo mette fuori gioco il santone Péladan, uomo in realtà d’ambizioni soprattutto letterarie e bravo a sembrare piuttosto che a essere, e proclama la libera uscita degli artisti.