Between Land and Sea: Artists of the Coenties Slip, The Menil Collection, Houston, sino al 27 agosto 2017

Coenties Slip è una piccola strada a Lower Manhattan, a New York, dove negli anni cinquanta e sessanta un nucleo di artisti ha vissuto e operato: non un vero gruppo, e piuttosto un clima trascorrente da uno studio all’altro con più d’una consonanza.

Chryssa, Cycladic Book no. 8, 1955

Chryssa, Cycladic Book no. 8, 1955

Chryssa, Robert Indiana, Ellsworth Kelly, Agnes Martin, Lenore Tawney e Jack Youngerman sono gli artisti in questione. Un clima di riduzioni dunque, di minimalizzazione della forma (e che i Cycladic Books di Chryssa, nati dalla sua cultura atavica ma che valgono molto più di ciò, siano come voleva Barbara Rose l’antefatto concettualmente decisivo della minimal e anche di molti azzeramenti europei, è ormai assoluta evidenza) e di esattezze non solo mentali.

Piace pensare che i due artisti estremi per qualità siano due donne, Chryssa stessa e Agnes Martin, per ragioni diverse largamente sottovalutate – ma fondamentalmente perché portatrici di un’arte veramente nitida, senza agganci sexy neppure dal punto di vista della raccontabilità: per controprova, tutto qui sta il successo di un Indiana – e in cui da subito prevale l’intensità sul dover essere di qualsiasi postulazione problematica.

Agnes Martin, Island No. 1, 1960

Agnes Martin, Island No. 1, 1960

Che poi fuori dalle finestre degli studi vedessero mare e cielo, direi che ha contato assai poco: o forse sì, ma molto più quello che la loro mente rimuginava e intuiva.