Otto Freundlich. Kosmischer Kommunismus, Kunstmuseum Basel, sino al 10 settembre 2017

Freundlich ha radici ebraiche, viene ucciso il 9 marzo 1943 nel campo di concentramento di Lublin-Majdanek, Polonia, e la sua opera più famosa è Großer Kopf (‘Der neue Mensch’), la scultura riprodotta nel 1937 sulla copertina del catalogo dai responsabili della mostra “Entrartete Kunst”.

Freundlich, Kosmisches Auge, 1921-1922

Freundlich, Kosmisches Auge, 1921-1922

È, per quei tempi, il reietto perfetto, da cancellare. Il nazismo ha fatto la sua parte, disperdendone una parte cospicua dell’opera, ma il resto l’ha fatto in seguito un sistema artistico in vena di mitizzazioni individuali e di poppizzazioni del moderno più che di conoscenza.

Questa è dunque la prima mostra compiuta di Freundlich, la prima occasione per leggerne la vicenda. È al Bateau Lavoir di Parigi nel 1908, poi con la Secessione berlinese, poi amico di Brancusi e Modigliani, poi in bilico tra il milieu di Bauhaus e suggestioni surreali, teorizzatore d’un utopico Kosmischer Kommunismus, e infine membro di Abstraction-Création.

Freundlich, Auffahrt , 1929

Freundlich, Auffahrt , 1929

È, dunque, un curioso della modernità ma, più, un entusiasta dell’umanità nuova che l’arte può contribuire a far nascere, del tutto disinteressato alle sorti mondane della sua figura d’artista e figura climatica straordinaria: davvero l’annuncio dell’uomo nuovo possibile, abortito nei meandri dell’orrore ma anche in quelli della mediocrità della cultura di dopo.