Una storia d’arte. La Fondazione Ragghianti e Lucca 1981-2017, Fondazione Raggianti, Lucca, sino al 17 aprile 2017

Trent’anni fa moriva Carlo Ludovico Ragghianti, ed è l’occasione per ricordarlo nella Fondazione che dal 1981 a San Micheletto porta il suo nome: una delle rare, va detto subito, che siano state capaci non solo di nascere, ma anche di continuare a operare negli anni.

Fondazione Ragghianti, Lucca, foto George Tatge

Fondazione Ragghianti, Lucca, foto George Tatge

Ricordare Ragghianti è dire d’un personaggio vivido e, vivaddio, mai provinciale in quell’Italia, dall’interesse precoce per il linguaggio cinematografico (Cinematografo rigoroso è del 1933) alla fondazione di “Critica d’Arte”, 1935, e alla naturale e nitida misura civile che ne fa uno dei fondatori del Partito d’Azione, in una cerchia d’interlocuzioni che dice La Malfa e Parri, Capitini e Calogero.

Il secondo dopoguerra è attivissimo e fruttuoso. “Arte moderna in Italia 1915-1935”, 1967, è una delle rare mostre che abbiano davvero posto problemi critici: essa si pone al termine d’un’altra notevole esperienza editoriale, quella della rivista “seleArte”.

Mostra Gio' Pomodoro, Fondazione Ragghianti, 2003

Mostra Gio’ Pomodoro, Fondazione Ragghianti, 2003

Vengono, infine, i tre volumi di Arti della visione, 1975-1979, suddivisi in Cinema, Spettacolo, Il linguaggio artistico – e già la partizione ne marca l’autonomia dai compounds ideologico-accademici –  che sono la summa dei suoi corsi di pensiero fastosamente non ortodossi.