Bruno Munari. Artista totale, Museo Ettore Fico, Torino, sino all’11 giugno 2017

Che Munari sia un caso largamente anomalo nella cultura artistica italiana è evidente da mille segni: soprattutto perché gli specialismi assortiti, non potendosi appigliare a una definizione stabile, non riuscendo a imbrigliarlo in codici statuiti, tendono a marginalizzarne il ruolo.

Munari, Studio, 1946

Munari, Studio, 1946

Il suo carattere è invece esattamente questo, il lavorare criticamente e inventivamente alla remise en question dei generi d’appartenenza, il sottrarsi agli eccessi di dover essere e di teoricismo, il mettere le mani in pasta per vedere cosa succede anziché edificare con cura la propria figura e il proprio statuto. Nasce futurista, ma futurista leggero, figlio di Perelà e libero da retoriche; e naturalmente cosmopolita, annusatore di climi e non bisognoso di identificarsi in qualcosa.

La mostra, veramente importante, lo indica giustamente come totale, dal momento che nulla della visualità egli avverte estraneo, smonta e rimonta codici, tecniche, generi. Se valgono le categorizzazioni di Poggioli rispetto all’avanguardia – attivismo antagonismo nichilismo ludicità giovanilismo autopropaganda rivoluzionarismo agonismo – Munari pratica con pienezza solo il gioco, già ben consapevole che tutto il resto dell’avanguardismo, se si prende sul serio, è una forma anacronistica di pesantezza, e se ne tiene rigorosamente alla larga.

Munari, Negativo-Positivo, 1990

Munari, Negativo-Positivo, 1990

Non definendo un campo specifico di azione, Munari compie azioni dove e come gli pare, afferra fili inventivi e concettuali e li dipana, facendo anche del metodo un ambito di fastosa sovversione.

Ha vent’anni meno di Arp ma lo stesso spirito capace di meraviglia, ironia e gioco: è più dada nell’anima dei troppi postdadaisti di circostanza e d’ufficio. È moderno, moderno davvero, d’una delucidata strepitosa modernità: per questo non è confinabile in nessuno dei capitoli con cui della modernità abbiamo voluto fare un ulteriore capitolo storico.