America after the Fall: Painting in the 1930s, Royal Academy, London, sino al 4 giugno 2017

Dopo la grande crisi economica del 1929 il presidente Roosevelt promuove il New Deal, il nuovo corso economico che mira a riavviare l’economia nazionale, e dedica un’attenzione specifica alla produzione culturale: il Federal Art Project del Work Progress Administration ne è il frutto maggiore.

Grant Wood, American Gothic, 1930

Grant Wood, American Gothic, 1930

A fianco di un grande indipendente come Hopper e dei Reagionalisti, la Grande depressione è soprattutto segnata dalle politiche del FAP. Creato il 14 ottobre 1935, ha lo scopo di creare opportunità di lavoro per artisti in condizioni economiche disagiate commissionando opere di destinazione pubblica, si occupa di pittura da cavalletto, affresco e murali, grafica, disegno animato, fotografia, scultura, manifesti.

A dirigerlo è chiamato Edgar Holger Cahill, figura primaria di studioso e organizzatore che ha dato prova eccellente di sé nei primi anni di vita del MoMA di New York, a cominciare da “American Folk Art: The Art of the Common Man in America, 1750–1900”. La moglie, Dorothy Miller, sarà al MoMA la madrina della nascita dell’Action painting.

Nel 1936 sono già all’opera oltre 5.000 artisti: entro il giugno 1943, allo scioglimento del FAP, sono circa 10.000 quelli che hanno avuto commissioni, e realizzano oltre 100mila quadri e almeno 2.500 affreschi o murali, 108.000 quadri.

Benton, Cotton Pickers, 1945

Benton, Cotton Pickers, 1945

Memorabili sono i contributi di maestri come Benton e Stuart Davis, e fondamentale il lavoro svolto dai giovani Pollock, Krasner, Rothko, Gorky, Guston e De Kooning: spesso se ne parla come di “comunisti” (l’influenza di Rivera, Siqueiros e Orozco è notevole, d’altronde), ed è un’avvisaglia della stagione feroce del maccartismo.